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Fipe Alto Piemonte: "Incomprensibile il coprifuoco alle 22"

Il presidente Sartoretti afferma: “Stiamo aspettando che mettano nero su bianco quanto deciso per prendere le eventuali contromisure. Certo non siamo contenti, si poteva fare di più per venirci incontro, è come se ci fossimo confrontati con dei muri”

Stiamo aspettando che mettano nero su bianco quanto deciso per prendere le eventuali contromisure. Certo non siamo contenti, si poteva fare di più per venirci incontro, è come se ci fossimo confrontati con dei muri”. Così il presidente di Fipe Confcommercio Alto Piemonte Massimo Sartoretti dopo le ultime notizie circolate con la conferma del coprifuoco alle 22 fino al 31 luglio. “Una scelta incomprensibile – tuona- scientificamente e socialmente e incoerente con le finalità che si propone: comprime orari e favorisce comportamenti disordinati e opposti. Così si formano gli assembramenti nelle case private”. Sartoretti spiega che ci sono locali che lavorano dalle 20 in poi: non hanno mai aperto con la chiusura alle 18 e rischiano di continuare a tenere le serrande abbassate con il tutti a casa alle 10 di sera. Parla di un’ora in più che non avrebbe sostanzialmente cambiato la situazione. Auspica invece controlli più accurati. “Vorrei venisse usato il buon senso per far tornare un pò tutti al diritto al lavoro. Aprire con coscienza e con regole chiare, definite magari con l’aiuto degli addetti ai lavori” aggiunge Sartoretti.

La notizia del coprifuoco dunque una nuova “mazzata” dopo i paletti di pranzi e cene ma solo all’aperto. Da segnalare però il chiarimento di oggi del ministro Mariastella Gelmini: "Il fatto che nel testo del decreto varato ieri non sia stato riprogrammato il coprifuoco, non significa che durerà fino al 31 luglio. Questa è una lettura distorta del provvedimento". "Il Consiglio dei ministri- ha aggiunto- potrà intervenire nelle prossime settimane, con tagliandi periodici al dl, modificando sia le regole per le riaperture che gli orari del coprifuoco".

Accanto a bar e ristoranti, il turismo in generale resta tra i settori più colpiti dalla pandemia. Se non ci sarà un cambio di prospettiva in tempi brevi, sarà molto probabile che i risultati del 2021 si rivelino addirittura peggiori del 2020. Lo dice il direttore generale di Federalberghi Alessandro Nucara. "Le imprese turistico ricettive sono allo stremo - spiega - e rimangono fortemente esposte ai predatori. Per evitare che la criminalità organizzata approfitti della loro debolezza, occorre dare alle imprese l'ossigeno di cui hanno bisogno per sopravvivere e per ripartire: la liquidità".

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