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Istituto Maugeri esternalizza il personale

Avviato il confronto con le organizzazioni sindacali 

L’Istituto Maugeri di Gattico-Veruno intende esternalizzare il personale che opera nel reparto di Ortopedia che svolge un servizio di riabilitazione. Antonio Dellera della Cisl Sanità spiega:<Abbiamo avuto già due incontri con la Direzione dell’Azienda, nel primo ci hanno informato delle loro intenzioni di affidare ad una cooperativa la gestione di infermieri e operatori sanitari, nel secondo hanno dato qualche dettaglio in più, ma non sono entrati nei particolari, non hanno fatto sapere quale sarà la cooperativa, delle 3-4 interpellate, che gestirà il servizio. Come Cisl siamo molto perplessi, temiamo una perdita di esperienza e di conseguenza il pericolo che scada la qualità del servizio. Queste persone entreranno con il contratto della Sanità Privata, la giustificazione che hanno dato è che c’è carenza di personale, basterebbe alzare di po’ gli stipendi e questa fuga verso la Sanità Pubblica cesserebbe>. Dellera continua:<Questa esperienza è già stata fatta in Lombardia, noi abbiamo già chiesto all’Asl se questa operazione rientra nei canoni giuridici consentiti. Il tutto dovrebbe partire dal 1° di marzo per un totale che oscilla tra le 20 e le 30 unità>. Che differenza c’è monetariamente tra un contratto di Sanità Pubblica quello Privato ? <Per un dipendente che ha già maturato un ventina di anni in servizio potremmo dire attorno ai 150 euro al mese. Diverso è per dipendenti di cooperative che può essere inferiore anche di 300 euro rispetto alla Sanità Pubblica>. Qual è la posizione del sindacato? <La Cisl assolutamente contraria, c’è il timore di un servizio di qualità inferiore, la direzione ci ha detto che è una prova, vorremmo sapere se potrebbero essere interessati anche altri reparti. Non hanno risposto. Valuteranno in base ai risultati del primo esperimento>. I tempi sono assai stretti, aspettiamo il 1° marzo per vedere che cosa accadrà. Cooperative di questo genere esistono in Friuli, Veneto, Emilia Romagna, quindi c’è il rischio che il personale arrivi, non solo dal Piemonte, ma da lontano, quindi alle prese con un disagio logistico.

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