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Ritrovate dai Carabinieri le cellule staminali conservate in Svizzera

 

L’indagine era iniziata a novembre 2019, dopo la denuncia querela sporta da alcune famiglie verbanesi che avevano scelto di far conservare in una banca privata le cellule staminali prelevate al momento del parto dai cordoni ombelicali dei propri figli

Ritrovate dai Carabinieri le cellule staminali conservate in Svizzera. L’indagine era iniziata a novembre 2019, dopo la denuncia querela sporta da alcune famiglie verbanesi che avevano scelto di far conservare in una banca privata le cellule staminali prelevate al momento del parto dai cordoni ombelicali dei propri figli. La banca era la “Genico S.A.” con sede ad Ascona.

L’ordinamento italiano, in linea generale, vieta la conservazione delle cellule staminali ricavabili dal cordone ombelicale, consentendo tuttavia di donarle. Per questo da qualche anno ormai chi vuole conservarle per sé può affidarle a sue spese a una banca con sede all’estero, dopo aver ottenuto il nulla osta previsto dalla norma. Le cellule vengono congelate e conservate per molti anni, da 20 a 45.

Sempre la disciplina italiana, consente la conservazione delle cellule staminali di cordone ombelicale per uso dedicato, al neonato o ad un consanguineo, nelle banche di sangue placentare esistenti sul territorio nazionale, solo in caso di patologie del neonato al momento della nascita o in epoca prenatale oppure in un familiare stretto al momento della raccolta o pregresse e trattabili con cellule staminali. Altrimenti, è consentito per famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie geneticamente determinate per le quali risulti appropriato l’utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale.

L’esposto era nato al momento della notizia del fallimento della Cryo Save, azienda con sede in Svizzera,  che nel settembre 2019 è stata denunciata dall’Ufficio federale elvetico della Sanità pubblica per violazione della legge sui trapianti e inadempimento degli obblighi di notifica e di cooperazione. Avevano quindi chiesto alla Genico SA quale fosse stata la sorte dei loro campioni di cellule, ottenendo risposte vaghe ed incerte.
Le indagini svolte dai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria del Tribunale di Verbania, hanno permesso di chiarire che i campioni prelevati dalla società “Genico SA” erano stati depositati in laboratori della “Cryo Save” Svizzera, e sono poi stati ceduti prima del fallimento (o nelle fasi dello stesso) al gruppo Famicord – PBMK di Varsavia che li sta esaminando per formalizzare la loro integrità e poi comunicarlo alle famiglie.

Il pm Nicola Mezzina, che ha coordinato la complessa indagine,  ha quindi richiesto l’archiviazione del procedimento aperto per appropriazione indebita, in quanto la nuova società polacca investita della custodia dei “beni” di interesse, seppur in forma indiretta, dovrà comunque rispondere del proprio operato ai soggetti proprietari dei campioni biologici.

        D’accordo con la Procura della Repubblica di Verbania che ha coordinato l’attività, spiega il comandante provinciale dell’Arma, il tenente colonnello Alberto Cicognani, “abbiamo ritenuto importante comunicare l’esito dell’indagine perché numerosi genitori, che versano nelle stesse condizioni dei denuncianti, hanno creato gruppi Facebook per scambiarsi informazioni e cercare di capire ove siano finiti i loro campioni biologici. Questa indagine ha sicuramente fatto luce su molti aspetti utili per chiarire la vicenda”.

 
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