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Visite ai ricoverati in ospedale, nuovo protocollo regionale

Intanto sono 5800 i vaccini somministrati ad oggi nel VCO e a livello regionale scende l'Rt e migliorano tutti i parametri sanitari

Circa 5800 vaccini somministrati ad oggi nel VCO, dal 24 l’inoculazione delle seconde dosi, domenica saranno 852 e poi si proseguirà in settimana. Al momento l’azienda sanitaria non segnala criticità nella garanzia della seconda dose, se verranno rispettate le consegne previste nel prossimo futuro. Come già anticipato il 21 febbraio potrebbe partitre la seconda fase che dovrebbe essere destinata a ultraottantenni, forze dell’ordine e dipendenti pubblici dei servizi essenziali.

Intanto nel Report del Ministero illustrato oggi alla Giunta regionale, il Piemonte migliora tutti i suoi parametri sanitari. Scende l’Rt da 1.14 a 1.04. Calano focolai ed incidenza. Stabile al 27% l’occupazione delle terapie intensive. Cala dal 46% al 43% l’occupazione dei reparti ordinari. Commenta il Governatore Cirio: <I sacrifici dei piemontesi stanno dando i loro frutti, ma continuiamo con attenzione e prudenza massima>.

Intanto sempre dalla Regione comunicano che gli ospedali del Piemonte riaprono parzialmente le porte alle visite dei familiari ai pazienti. Il Dirmei ha infatti inviato a tutte le aziende sanitarie delle linee guida da applicare presso le proprie strutture, per consentire innanzitutto l’incontro tra ricoverati in particolari criticità cliniche o psicologiche e i loro congiunti e per l’assistenza alle donne che debbano partorire. A valutare quando per un paziente, covid o non covid, sia opportuno incontrare un membro della propria famiglia sarà un’equipe multidisciplinare di reparto composta da medico, infermiere e psicologo clinico. Il documento prescrive le modalità perché d’ora in poi anche le donne durante il travaglio e il parto possano essere assistite da una persona di loro fiducia.
Nel VCO tuttavia, dopo la scorsa primavera quando gli accessi erano stati interdetti, in alcuni casi i parenti hanno potuto continuare a incontrare i loro cari ricoverati, con tutte le precauzioni del caso, sulla scia di quel progetto di umanizzazione delle cure avviato già negli anni passati anche se in questi momenti ha dovuto essere necessariamente rimodulato. E’ stata data ai primari la responsabilità di valutare la situazione, caso per caso. La prossima settimana è in calendario il gruppo di lavoro ASL sui temi della comunicazione interna e tra operatore e paziente, verrà portato al gruppo anche questo ultimo protocollo che modifica nuovamente l’organizzazione. Sempre in riferimento all’umanizzazione delle cure ricordiamo che, attivato ad aprile, resta fruibile il servizio di psicologia a supporto degli operatori, dei pazienti covid e dei loro familiari su richiesta.

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