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Il grido di dolore della montagna

Cresce il numero degli addetti ai lavori che chiede alla Regione di aprire una " vertenza montagna " con il Governo di Roma

La notizia del posticipo a febbraio dell'avvio della stagione sciistica è motivo di forte preoccupazione in montagna. A Formazza come nel resto delle vallate ossolane si attendeva con trepidazione l'annuncio del Governo. La notizia di ieri non è stata accolta con favore. Il sindaco di Formazza è chiara : < Partiamo - dice Bruna Papa . dalla premessa. La salute prima di tutto. A livello economico invece avevamo immaginato potesse essere una stagione difficile, diversa. Avevamo sperato si potesse lavorare, con prescrizioni ma lavorare. Quando si è riaffacciata la seconda ondata abbiamo capito subito che si andava incontro a cambiamenti. Non sapevamo la portata. Come sarà il futuro ? Difficile da dire. Non vedo nulla di positivo >. intanto il settore, dopo il nuovo rinvio dell'apertura degli impianti sciistici chiede sia aperta la cosiddetta 'vertenza montagna'". La richiesta è indirizzata al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. " La pratica dei 'ristori' - dicono - resta misteriosamente in alto mare.  Non c'è più tempo da perdere. Sempre chè  non si ci voglia limitare a prendere atto del fallimento di centinaia di piccole medie aziende e di gettare a mare migliaia di posti di lavoro riconducibili all'industria della neve". Dunque è un appello indirizzato  al governatore del Piemonte. Da più parti sia giunta l’ora di aprire una 'vertenza montagna' con il Governo nazionale e anche di comune accordo con altre Regioni del Nord. 

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