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Domani la commemorazione dell'Eccidio di Borgo Ticino

Forma rivista per la cerimonia a causa del covid. 12 i giovani caduti sotto il fuoco nazifascista. Uno si salvò. Sarà anche l'occasione per ricordare la scomparsa di Vinicio Silva, ex sindaco del paese, mancato qualche giorno fa a 97 anni

Giovedì 13 agosto si celebra a Borgo Ticino il 76° anniversario della strage del 1944. Una
cerimonia contenuta a causa dell’emergenza sanitaria. Alle 10 una preghiera del parroco, la
meditazione e poi un breve discorso del sindaco, Alessandro Marchese, e del rappresentante
dell’Anpi. Quel giorno era domenica, molti uomini erano al Circolo a giocare alle bocce o alle
carte. Attorno alle 16,30 l’incursione dei nazi-fascisti che hanno prelevato tredici di loro per
fucilarli nella piazza del paese, quella che oggi porta il nome dei Martiri. Uno di loro si salvò,
cadde a terra, ma non fu colpito, venne coperto dai corpi degli altri. Dice il Sindaco: <Questi tragici
eventi vanno ricordati e tramandati ai giovani attraverso le scuole affinché non si ripetano>. Uno
per uno, questi i nomi dei caduti i cui parenti saranno presenti alla cerimonia: Cesare Cerutti, 18
anni, Luigi Ciceri, 23 anni, Giovanni Fanchini, 26 anni, Alberto Lucchetta, 22 anni, Giuseppe
Meringi, 19 anni, Benito Pizzamiglio, 22 anni, Andes Silvestri, 29 anni, Francesco Tosi, 30 anni,
Olimpio Paracchini, 28 anni, Narciso Nicola, 23 anni, Rinaldo Gattoni, 22 anni, e Cesare Tonioli,
28 anni. Sarà occasione anche per commemorare la scomparsa di Vinicio Silva, ex sindaco di
Borgo Ticino, conosciuto come il partigiano Jim, morto  a 97 anni, le cui esequie sono state
celebrate ieri martedì 11 agosto. Era nato a Milano, ebbe un ruolo importante nella Liberazione con
la 31ª Brigata Garibaldi tra Emilia, Toscana e Liguria. Fu sindaco di Borgo Ticino dal 1970 all’80.
La sua vita partigiana è raccontata nel recente libro curato da  Gad Lerner e Laura Gnocchi, «Noi
partigiani» edito da Feltrinelli, con  interviste ai protagonisti  della lotta di Liberazione, assieme
ad  altri partigiani  novaresi o d’adozione, come  Argante Bocchio  e  Costanza «Nini» Arbeja.
Intanto  prosegue il processo alla Germania, con la richiesta di risarcimento per crimini di guerra e contro
l’umanità. L  ’udienza era stata fissata per il 20 di marzo, poi il Covid ha costretto al rinvio ed è stata
posticipata a novembre.

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