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La Giunta regionale ha approvato le nuove linee guida per la riapertura in sicurezza dei rifugi alpini ed escursionistici

Indicazioni che superano quelle nazionali in virtù delle specifiche esigenze di un territorio di media e alta montagna come il Piemonte

La Giunta regionale ha approvato le nuove linee guida per la riapertura in sicurezza dei rifugi alpini ed escursionistici, che superano quelle nazionali in virtù delle specifiche esigenze di un territorio di media e alta montagna come il Piemonte.
La riapertura dei rifugi era consentita a partire dal 1 giugno. Tra gli aspetti più critici che le nuove linee guida regionali superano c’è l’eliminazione dell’obbligo di uso del sacco a pelo, carico di difficile gestione per chi affronta lunghe traversate. ll gestore dovrà garantire set monouso per lenzuola e coprifedera o biancheria lavabile a 90°C, e la sanificazione di coperte, piumini e ciabatte. Tenendo conto delle caratteristiche strutturali dei rifugi d’alta quota è stato inoltre ridotto a un metro il distanziamento per i pernottamenti.
In Piemonte sono presenti più di 200 rifugi escursionistici e alpini che garantiscono 6.000 posti letto e centinaia di posti di lavoro, ma soprattutto rendono vive e praticabili le nostre montagne.
Per sostenere la riapertura dei rifugi e l’adeguamento alle misure di sicurezza, la Regione ha destinato un contributo a fondo perduto di 2 mila euro per ogni struttura nell’ambito del piano “Riparti Piemonte”.
«Tuteliamo uno dei principali attori economici e culturali delle nostre montagne - sottolinea il Governatore Cirio -. Dal rifugio simbolo Capanna Margherita, con i suoi 4.554 il più alto d’Europa, sono molti i rifugi che senza la nostra regolamentazione non avrebbero potuto aprire o garantire un servizio adeguato».
Soddisfazione per il provvedimento regionale è stata espressa dal Club Alpino Italiano, dall’Associazione Rifugisti, dall’ Associazione Grande Traversata delle Alpi e da Uncem.
<Finalmente le nuove linee guida regionali ci permettono di gestire meglio l’accoglienza> commentano dal rifugio Zamboni Zappa di Macugnaga.
<È soprattutto importante evidenziare come, per la prima volta, un rifugio non sia considerato solamente una attività commerciale -dichiara il gestore della Capanna Regina Margherita Giuliano Masoni - bensì un “presidio di montagna”, evidenziandone l’indispensabile ruolo anche nell’ambito della sicurezza e del presidio territoriale>.

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