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Impariamo a conoscere i serpenti con Uberto Calligarich

Presenza discreta ma non inusuale durante la bella stagione 

Un animale non troppo amato ma molto utile, in particolare per la sua "pressione" in ambiente naturale sui topi, roditori che possono essere portatori di malattie per l'uomo. E'  il serpente, un incontro non  inconsueto in queste belle giornate estive. <La prima domanda che mi fanno sempre è se è velenoso> riferisce il veterinario Uberto Calligarich. Nelle sue mani un saettone, recuperato dalla Polizia Provinciale perché ferito. E' stato curato dal veterinario e a breve potrà tornare in natura. Calligarich spiega che per capire se si tratta di una vipera, e quindi di un esemplare velenoso, occorre considerare la lunghezza del rettile: vipere particolarmente lunghe non superano i 70 cm. Da notare anche il calibro: nelle bisce è omogeneo, nelle vipere la coda si riduce molto rapidamente. Ma la cosa più caratteristica sono gli occhi: la pupilla è rotonda nelle bisce mentre è verticale nella vipera. Questa ha poi delle scaglie sopra l'occhio che le conferiscono un aspetto estremamente aggressivo. Le bisce si arrampicano sugli alberi, le vipere no. Dal veterinario tuttavia una raccomandazione: rispettare anche le vipere, naturalmente con tutta la cautela necessaria in un incontro di questo tipo. 

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