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Oggi l'ultimo saluto ad Andrea Marchetto

 

Al cimitero di Omegna c'era tantissima gente. Una folla incredula e in lacrime, una folla colorata. Perchè c'erano l'azzurro di Ablo, l'inconfondibile sagoma dello Gnomo del Mastrolino sulle magliette bianche, il verde della Fiera Agricola Cireggese ed il biancorosso della società di cui Andrea faceva parte

Una comunità ferita ed incredula. Che si è stretta intorno al dolore di mamma Nunzia, di papà Mirko, della sorella Elena e della fidanzata Marta, quasi cullati dall'affetto di una intera città, unita nel ricordo di Andrea, il giovane scomparso tragicamente sabato mattina mentre insieme ai suoi inseparabili compagni di avventura era in montagna. Al cimitero di Omegna c'era tantissima gente, come ieri sera al rosario nel cortile dell'oratorio. Una folla incredula e in lacrime, una folla colorata. Perchè c'erano l'azzurro di Ablo, l'inconfondibile sagoma dello Gnomo del Mastrolino sulle magliette bianche, il verde della Fiera Agricola Cireggese ed il biancorosso della società di cui Andrea faceva parte. C'era il gonfalone del comune listato a lutto, perchè oggi Omegna, alle 16, si è fermata in religioso silenzio. C'erano il sindaco con la fascia tricolore, accompagnato dagli assessori Rubinelli e Corbetta, c'erano i vertici ed i colleghi della Tor.met, dove Andrea lavorava da più di un anno. Una cerimonia commovente, accompagnata dalla tromba di Riccardo, che ha intonato prima l'Ave Maria di Schubert, poi il Silenzio ed infine il Signore delle Cime. Anche per don Gianmario Lanfranchini, non è stato facile trovare le parole, come ammesso candidamente da lui stesso. " Quello che colpiva di Andrea- ha ricordato il parroco di Omegna- era quel sorriso che si vedeva in ogni foto. Nel suo cuore c'era sempre spazio per gli altri: quando arrivava in cima ad una delle sue montagne, pensava a cosa poter fare per la sua città che amava tanto. Non lasciava indietro nessuno, con uno spirito ed una attenzione per il prossimo straordinari. E la vostra presenza qui, oggi, ne è la testimonianza: siete un balsamo per le ferite di chi lo amava- ha sottolineato don Gianmario.  Struggente il ricordo della sua Marta, che ha avuto la forza di ricordare il suo amore. " Sarai sempre con me, ti portero' su ogni vetta, su ogni montagna, in ogni orizzonte ci sarai tu. Mi hai reso una ragazza forte, hai creduto in me e mi hai dato un amore genuino ed infinito. Non potrò mai dimenticarti- ha detto Marta. E poi gli amici di Ablo e del Mastrolino, con cui Andrea è cresciuto. " Eri una persona forte, sincera, genuina. Un piccolo grande uomo: ora fai vedere agli angeli come si corre tra le nuvole"

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