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Treno dei frontalieri in panne. Rientro su convoglio senza rispetto distanza sicurezza

Lavoratori denunciano : " Nessuna distanza di sicurezza. Sottoposti al altro rischio per Coronavirus "

E’ durato quattro ore il viaggio di rientro da Briga a Domo dei frontalieri ossolani occupati nei cantieri del Canton Vallese. Disagi causati dal guasto ad uno dei convogli del treno partito dalla stazione svizzera alle 17.22. “ A circa dieci chilometri da Briga abbiamo udito un boato. Un rumore molto forte e il treno si è arrestato “ la testimonianza di alcuni frontalieri. Hanno dovuto attendere più di un’ora prima che la situazione si sbloccasse. Da Briga il treno in panne è stato raggiunto da una squadra di tecnici a bordo di una locomotiva. Questa, inutilmente, ha tentato di trainarlo verso l’uscita del tunnel del Sempione. A quel punto i frontalieri, qualche centinaio, sono stati trasbordati su un altro treno, adibito alle manutenzioni. “ Il tutto però, è avvenuto in una situazione di potenziale pericolo vista l’emergenza sanitaria in corso. In Italia rispettiamo le distanze sociali e poi sui treni ci ammassano come animali “ questa la denuncia dei lavoratori preoccupati che questa situazione, possa essere veicolo di contagio. “ Non si contesta il guasto o il fatto che siamo riusciti a rientrare in Italia solo alle 21.30. Gli incidenti succedono. Ci spaventa la scarsa considerazione delle conseguenze che simili comportamenti potrebbero avere su di noi e sulle nostre famiglie. Siamo di fronte ad una diga con una falla aperta. Noi siamo quel buco. Se il Vallese non chiude i cantieri , nelle zone di confine il rischio del contagio di ritorno è reale “ spiegano ancora i frontalieri. Lavoratori costretti ogni mattina a serrati controlli dei permessi di lavoro all’arrivo alla stazione ferroviaria di Briga senza però che vi sia alcun accorgimento a livello di misure di sicurezza.

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