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Coronavirus, il sindaco di Premosello chiede approfondimenti sui cinesi in paese

 

Incontro con le forze dell'ordine. Obiettivo: avviare un'indagine conoscitiva sul recente passato dei 26 cittadini di nazionalità cinese presenti nel territorio comunale. Intanto il punto della Regione Piemonte dopo i casi in Lombardia

 

Avviare un’indagine conoscitiva sul recente passato dei 26 cittadini di nazionalità cinese presenti in paese per capire se sono stati in Cina, quando e dove. Con questo obiettivo il sindaco di Premosello Chiovenda Giuseppe Monti, in qualità di autorità sanitaria locale, ha incontrato nel pomeriggio la Polizia Municipale e i Carabinieri. <Poi passeremo tutto all’Asl> afferma il primo cittadino che spiega: <Quella cinese è una comunità a sé in paese, non si tratta di una forma di razzismo ma è necessario capire la situazione, sappiamo che questi cittadini fanno viaggi in patria nel corso dell’anno. Oggi nella conferenza stampa in Regione Lombardia – evidenzia Monti - è stato sottolineato che è essenziale conoscere la storia delle persone che si sono recate in Cina>.

Intanto è sempre di oggi, a titolo meramente precauzionale, l’ avviso del primo cittadino nel quale vengono indicati alcuni consigli di prevenzione, con il numero verde e il sito del ministero per avere eventuali ragguagli sull’argomento. <Si raccomanda di rivolgersi immediatamente alle autorita’ sanitarie, partendo dal proprio medico di famiglia per richiedere delucidazioni in caso di patologie poco chiare, nelle ore serali o nei giorni festive ci si puo’ rivolgere alla guardia medica> conclude Monti.

Intanto è svolta oggi pomeriggio nella sede dell’assessorato regionale alla Sanità del Piemonte una riunione straordinaria della task force regionale sul coronavirus . L’assessore regionale alla Sanità ha illustrato in tempo reale la nuova ordinanza emanata dal ministro della Salute che prevede misure di isolamento quarantenario obbligatorio per i contatti stretti con un caso risultato positivo e dispone la sorveglianza attiva con permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato nelle aree a rischio negli ultimi 14 giorni, con obbligo di segnalazione da parte del soggetto interessato alle autorità sanitarie locali. Al momento, in Piemonte, non sono riscontrati casi di positività al virus. Alle Aziende sanitarie sono state ribadite le indicazioni dei protocolli internazionali e ministeriali riferite all’evolversi della situazione.

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