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N'drangheta, incontro a Verbania

Nell'operazione che oggi ha portato in carcere 18 persone anche l'incontro a Verbania tra un presunto boss e il protagonista principale dell'inchiesta

Nel corso di una cena in un ristorante a Verbania, nel marzo 2018, il presunto boss della 'ndrangheta Bartolo Bruzzaniti avrebbe offerto ad Alessandro Magnozzi, arrestato oggi e 'protagonista' principale dell'inchiesta milanese che ha portato a 18 arresti eseguiti dalla Gdf, anche "l'opportunità di entrare in un nuovo business afferente il settore dei rifiuti che, a suo dire, gli avrebbe fruttato un guadagno di circa 4 milioni di euro all'anno". E' uno dei dettagli che emergono dall'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Livio Cristofano, su richiesta dei pm Sara Ombra e Gianluca Prisco, coordinati dall'aggiunto della Dda Alessandra Dolci. Dalle 270 pagine dell'ordinanza, oltre al ruolo di Magnozzi, amministratore della Nts srl e di fatto anche di un reticolo di società 'cartiere', e ad una presunta maxi frode fiscale da 160 milioni di euro nel settore delle telecomunicazioni e in particolare "nella tecnologia Voip", emergono pure i racconti di una serie di imprenditori vittime di episodi di usura. Sarebbe stato proprio lo stesso Magnozzi, stando agli atti, ad individuare le persone da 'strozzare' con prestiti, perché versavano "in difficoltà economiche". In più, viene a galla il fronte dei rapporti tra Magnozzi, finito in carcere, e il clan della 'ndrangheta calabrese, radicato anche a Milano, dei Bruzzaniti inserito nella "cosca dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti".

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