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Giorno della Memoria, a Domodossola la celebrazione provinciale

 Il prefetto ha consegnato la Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica  alla memoria a Carlo Pella di Premosello Chiovenda, prigioniero a Mauthausen

Giorno della Memoria: a Domodossola presso la Fontana della Pace di Largo Caduti Lager Nazisti stamattina la commemorazione provinciale alla presenza dei ragazzi delle scuole. A loro in particolare si sono rivolti gli oratori; il prefetto Olita ha riferito di una manifestazione che permette di parlare a tutti: al presente, al passato rappresentato dalle associazioni combattentistiche e d’arma, e al futuro, ovvero ai giovani. <C’erano bambini della vostra età e in pochi sono tornati dai lager> ha affermato Olita, aggiungendo: <Per la democrazia di oggi dobbiamo ringraziare queste persone, la democrazia va costruita ogni giorno>.

Dal presidente del VCO Lincio solidarietà nei confronti di che è tornato e dei parenti di chi invece ha perso la vita per la follia nazista.

L’orazione ufficiale è stata affidata allo scrittore e storico ossolano Raffaele Fattalini che ha ripercorso le vicende di quegli anni, ha ricordato i circa 400 ossolani internati ed ha aperto il suo discorso richiamando le parole della senatrice Liliana Segre, riportate anche sulla locandina dell’evento domese: “Finché avrò la forza, continuerò a raccontare ai ragazzi la follia del razzismo. Senza odio, senza spirito di vendetta...”. Il sindaco Lucio Pizzi ha portato il saluto della città ed ha rimarcato il percorso che porterà alla consegna della cittadinanza onoraria domese alla senatrice Segre, sopravvissuta alla deportazione.

La mattinata è proseguita nell’aula magna della scuola Floreanini con un momento di grande emozione: il prefetto ha consegnato la Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica, riservata ai deportati nei lager, alla memoria di Carlo Pella di Premosello Chiovenda, prigioniero a Mauthausen. Tornato a casa non ha mai voluto raccontare gli orrori impressi indissolubilmente nella sua mente, è mancato nel 1974. Il riconoscimento è stato affidato ai figli Valeria e Cesare.Infine i ragazzi hanno messo in scena una rielaborazione del romanzo della Segre “Fino a quando la mia stella brillerà”.

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