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Erano nella zona della pista di fondo i 5 lupi avvistati ieri a Isella a Macugnaga

 

Impossibile dire quanti siano questi predatori nel nostro territorio, sappiamo che si muovono nell'area compresa tra le valli Strona e Anzasca. Sono pericolosi per l'uomo? <Non ci sono casi di attacchi di lupi all'uomo negli ultimi 150 anni, neppure sull'Appennino, dove questo predatore non si è mai estinto> spiega Cristina Movalli dal Parco Nazionale Val Grande

 

 lupo

 

Si trovavano nell'area della pista di fondo i 5 lupi avvistati ieri di prima mattina a Isella, frazione di Macugnaga in Valle Anzasca. Sarebbero – il condizionale è d'obbligo – arrivati dalla zona di Ceppo Morelli dove nei giorni scorsi sono state rinvenute delle carcasse. Si tratta del gruppo più numeroso di questi predatori avvistato in zona.

Impossibile al momento avere un'idea del numero di lupi presenti sulle nostre montagne, <Quello che sappiamo – spiega Cristina Movalli dal Parco Nazionale Val Grande – è che si muovono su un territorio molto ampio che va dalla Valle Strona all'Anzasca, si tratta di circa 250 km quadrati>. Due tra quelli presenti a Isella potrebbero essere quelli avvistati a inizio settimana in Valle Strona, filmati da un imprenditore agricolo mentre attaccavano alcune capre. <Da allora in poi però -spiega il sindaco di Valstrona Luca Capotosti – nessun altro segnale della loro presenza in zona>.

I lupi si muovono piuttosto velocemente, possono spostarsi di decine di chilometri in pochi giorni, la loro presenza è monitorata pure in Valsesia anche se con la grande quantità di neve presente in alto è più difficile – ma non impossibile- un loro passaggio in quota.

Sono pericolosi per l'uomo? <Non ci sono casi di attacchi di lupi all'uomo negli ultimi 150 anni, neppure sull'Appennino, dove questo predatore non si è mai estinto> spiega Movalli. La stessa aggiunge che istintivamente i lupi scappano prima dell'incontro con l'uomo, una presenza, quella umana, che loro riescono a captare ad ampia distanza. Per altro anche nella caccia la loro preferenza va all'animale selvatico prima che verso quello domestico. <Nel caso, non bisogna comunque mai cercare di avvicinarli, magari per fotografarli, o dar loro da mangiare> rimarca Movalli.

Ricordiamo che è attivo sul territorio un network di vigilanza del predatore, è delle scorse settimane l'esito dei 16 campioni biologici raccolti a livello locale dal quale sono emersi 4 diversi dna quindi 4 differenti individui – uno tuttavia era il lupo morto ritrovato a Calice di Domodossola.

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