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Rapina in una villa di Meina, bottino di oltre 30 mila euro

 

E' accaduto nella frazione di Ghevio. Gli abitanti erano in casa, c'è stata anche una colluttazione ma i malviventi sono riusciti a fuggire

 

 

meina rapina

Rapina giovedì sera, attorno alle 19.45, in una residenza di via Provinciale a Ghevio, frazione di Meina. I ladri si sono avvicinati alla casa a bordo di una Alfa Romeo Stelvio di colore scuro, hanno infranto i vetri dell’abitazione del titolare di una nota ditta di autotrasporti. Marito e moglie, più tre figli erano negli uffici a piano terra in un primo tempo non hanno sentito nulla. I ladri dopo aver fatto razzia al secondo piano sono scesi al primo, dove hanno rotto un altro vetro; il fragore dei vetri caduti a terra questa volta è stato percepito dall’ufficio, uno dei figli dei titolari è salito e si è trovato di fronte un ladro. L’ha afferrato ad un braccio e ne è nata una colluttazione sul balcone, nel frattempo dalla strada è arrivato un complice che ha urlato:<Lascialo o ti sparo. Lascialo o ti sparo> e al giovane non è restato che mollare la presa. Nell’oscurità non sarebbe stata vista la pistola, ma il braccio teso del complice faceva desumere che fosse effettivamente armato. L’auto con il ladro e il bottino, che era già stato lanciato dal balcone, si è allontanata velocemente verso lo svicolo dell’autostrada A/26 dei Trafori in direzione sud. Intanto dall’ufficio dell’azienda è partita la chiamata al 112. Ad inseguire i fuggitivi si è lanciata una pattuglia dei carabinieri della stazione di Gattico che erano già sulle tracce di questa Alfa Romeo Stelvio, segnalata da altri cittadini del territorio. L’inseguimento è durato a lungo, ma poi la vettura con i rapinatori, dopo aver superato la barriera Lago Maggiore, si è dileguata verso sud a fortissima velocità. Anche un’auto della stradale di Romagnano Sesia si è lanciata per intercettarla. Si presume si tratti di una vettura rubata proprio con l’intenzione di usarla per mettere a segno dei colpi. Racconta ancora spaventata la titolare dell’azienda:<Ci hanno portato via circa 30 mila euro in preziosi, orologi e valori vari, ai quali si debbono aggiungere 3.000 euro in banconote che avevamo in casa. E’ stata una serata di terrore, sarà molto difficile dimenticarla. E’ incredibile la sfrontatezza dei ladri che si sono avvicinati sapendo che eravamo negli uffici sottostanti>. Coordina le indagini il magistrato verbanese di turno. Il fatto è stato derubricato come rapina impropria, proprio per la colluttazione che è avvenuta con il malvivente.

 

di Franco Filipetto

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