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Dopo quasi cinquant'anni Maurizio Pollini ieri è tornato sul Lago Maggiore per lo Stresa Festival

Mercoledì e venerdì due concerti per violino solo con Akiko Suwanai all'Eremo di Santa Caterina

 

stresa pollini

 

"Maurizio Pollini, artista leggendario" il titolo del concerto andato in scena ieri sera al Palazzo dei congressi per lo Stresa Festival. Il nome di Maurizio Pollini non ha bisogno di presentazioni: evoca immediatamente una carriera eccezionale, riconosciuta e applaudita dal pubblico e dalla critica di ogni latitudine e di più generazioni. Protagonista da oltre quarant’anni presso tutti i maggiori centri musicali d’Europa, America e Giappone, ha suonato con i più celebri direttori.

Dopo quasi cinquant’anni (l’ultima volta che suonò a Stresa era il 1970) il maestro è tornato sul Lago Maggiore con un programma che ha messo a confronto tre autori che hanno toccato i vertici compositivi della loro epoca. I Tre Intermezzi dell’op. 117 di Brahms, scritti in tarda età nel 1892, e le ultime due sonate per pianoforte di Beethoven n.31 op. 100 e n. 32 op. 111. Pezzi intervallati dal lirismo di “…sofferte onde serene…” di Luigi Nono, per pianoforte e nastro magnetico, scritta nel 1976 e dedicata a Maurizio e Marilisa Pollini, particolarmente preziosa e di rara esecuzione.

Il festival stasera nella chiesa di Sant'Ambrogio a Stresa propone "Improvvisare all'organo" con Wayne Marshall. Nei prossimi giorni poi si spalancano le porte di una delle più suggestive ed esclusive location della kermesse: mercoledì e venerdì Akiko Suwanai, violinista contemporanea di grande autorevolezza, si esibirà in due concerti per violino solo all'Eremo di Santa Caterina. Offerto al pubblico nelle due serate un suggestivo confronto tra uno dei capolavori della lettura violinistica di tutti i tempi – Sonata n. 1 e Partite nn. 1,2 e 3 di Bach – e altrettanto suggestive composizioni del Novecento. Inizio per entrambi alle 20,30, partenza del battello alle 20 dall'imbarcadero di Stresa. Giovedì al Palazzo dei Congressi Stresa Festival propone invece una serata tra falsi di Pergolesi e autentica musica del suo tempo con un percorso che ricrea l’autentico soundscape della Napoli del Settecento.

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