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Truffò i clienti : ex assicuratore condannato a 3 anni e 8 mesi

Condanna a tre anni e 8 mesi al termine del processo all'ex assicuratore che truffò i suoi clienti attraverso false polizze

verbania tribunalee

 

Truffò i clienti che gli avevano affidato i propri soldi: condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione per truffa aggravata dal giudice Donatella Banci Buonamici Mauro Gallia, classe 1964, ex sub agente assicurativo residente a Baveno. L’uomo si era intascato i soldi di polizze sulla vita e di piani di investimento che i clienti credevano di aver stipulato con l’assicurazione, ma che in realtà erano stati falsificati. 

Il giudice ha disposto anche un risarcimento totale di 160 mila euro per le parti civili, più il pagamento delle spese. Non luogo a procedere per due degli ex clienti perché i fatti sono ormai prescritti. Già altri fatti erano stati dichiarati prescritti nei mesi scorsi. 

La pm Anna Maria Rossi aveva chiesto la condanna a 4 anni e mezzo, rilevando come tutte le vittime delle truffe abbiano spiegato che l’imputato si era conquistato la loro totale fiducia, creando rapporti di conoscenza e di amicizia. “La fiducia - ha detto la pm - ha portato l’imputato a ingolosirsi e a calpestare amicizia, fiducia e frequentazione che aveva avuto con queste persone”. 

Gli avvocati di parte civile Massimo Vairetti e Luca Perna La Torre hanno detto di non credere al pentimento che Gallia ha professato per tutto il processo e ribadito anche oggi attraverso dichiarazioni spontanee. “Non credo - ha detto Vairetti - che tutti questi soldi siano finiti nelle sale giochi”. E Perna La Torre ha aggiunto: “Ha parlato di pentimento, ma mi ha colpito la sua lucidità e freddezza, dice che gli spiace ma non emerge un minimo di sentimento”.

L’avvocato difensore Antonello Riccio, chiedendo nuovamente invano la perizia psichiatrica su Gallia, ha invece ribadito come sia stata la ludopatia a sconvolgere la vita di un bravo assicuratore e portarlo a compiere azioni che altrimenti non avrebbe mai commesso. “Le sue intenzioni almeno all’inizio non erano di truffare, ma di restituire tutto. Poi non è più riuscito a sistemare la situazione. Aveva una vita agiata, una bella famiglia e un lavoro che sapeva fare bene. Ma nella vita capitano fatti che la stravolgono”. Riccio ha poi aggiunto: “Si potrebbe dire che si sia divertito con i soldi degli altri, ma è un divertimento solo parziale, dal momento che il suo gioco era patologico”. L’avvocato ha rilevato anche che Gallia abbia restituito già parte dei soldi, abbia sempre ammesso le sue responsabilità e sia veramente pentito: “Ha messo a disposizione l’unico bene di cui dispone, la sua casa, che è in vendita per risarcire le sue vittime. E lui è la prima vittima di se stesso”.

 

Maria Elisa Gualandris  

 

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