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A Pieve la Festa del Lavoro celebrata con una visita al cantiere Syndial

Dal 1995 ad oggi eseguite 700 caratterizzazioni sul terreno pievese.  Per la messa in sicurezza del sito ossolano Syndial ha speso  139milioni di euro 

 
 
pieve syndial
 
 
Un Primo Maggio speciale a Pieve Vergonte: Syndial, società di Eni dedicata alla realizzazione di interventi di risanamento ambientale, ha accolto la richiesta delle amministrazioni comunali di Pieve Vergonte, Piedimulera, Anzano d’Ossola e Vogogna di aprire per un giorno alla collettività il sito di Pieve Vergonte, dove Syndial sta eseguendo un importante progetto di bonifica.  Lo stabilimento industriale di Pieve Vergonte è sorto nel 1915 con la produzione di clorosoda, acido solforico e fertilizzanti e successivamente con attività a supporto dell’industria bellica. Nel dopoguerra, prima Rumianca e poi SIR, hanno sviluppato nuove linee produttive: DDT, cloro-derivati intermedi e prodotti finiti del ciclo fertilizzanti. Nel 1982, per la scelta politica di impegnare Eni, allora Ente pubblico, nel salvataggio di realtà industriali in crisi, è stato trasferito ex-lege ad Anic e poi a EniChem Synthesis, che nel 1997 ha ceduto le attività industriali alla società belga Tessenderlo (oggi HydroChem), mentre EniChem, divenuta negli anni successivi Syndial, detiene dal 1998 la gestione delle aree residue e dell’impianto di trattamento acque di falda (TAF). L’area di proprietà si estende su una superficie di 37,1 ettari: il progetto che Syndial sta realizzando è tra i più rilevanti dal punto di vista ingegneristico, in quanto prevede di riportare nell’alveo naturale il torrente Marmazza, deviato all’epoca della nascita dell’area industriale al servizio delle attività produttive.     Sintesi delle attività di risanamento ambientale   Dal 1995 al 31 dicembre 2017 Syndial ha speso circa 139 mln € per le attività di messa in sicurezza, demolizione impianti, caratterizzazione, bonifiche suoli e falda e gestione dell’impianto di trattamento acque di falda (TAF). Per completare gli interventi si stima un ulteriore impegno economico pari a circa 169 mln €, oltre a 36 mln € per la gestione dell’impianto TAF nei prossimi 15 anni.   Dal 1995 a Pieve Vergonte sono state eseguite numerose campagne di caratterizzazione dei terreni e delle acque di falda, che sono confluite nel Piano di caratterizzazione presentato agli Enti nel 1999, ripresentato nel 2000 su richiesta del Ministero dell’Ambiente e approvato dalla Conferenza di Servizi nel 2003.   Syndial nel corso degli anni ha provveduto alla progettazione e alla realizzazione di una serie di interventi, quali la messa in sicurezza di emergenza, le demolizioni (impianti DDT e Cloralio, fabbricati ex Sala Krebbs e centrale elettrica CTE), la barriera per il confinamento 
idraulico dell’area di proprietà e l’impianto TAF di trattamento delle acque con una portata di emungimento pari a 800 mc/ora. Oggi l’impianto TAF tratta annualmente circa 6.000.000 mc di acque di falda, con l’ampliamento previsto dal decreto l’impianto di trattamento delle acque di falda TAF – tra i più grandi d’Europa – raggiungerà una portata pari a 1250 mc/h.   Per quanto riguarda i suoli, fin dal 2000 Eni e Syndial hanno presentato numerosi progetti di risanamento ambientale, ma il POB (Progetto Operativo di Bonifica) è stato approvato solo nell’ottobre 2013, con emissione del decreto del Ministero dell’Ambiente nel gennaio 2014.   Tra i numerosi interventi previsti, la deviazione dell’alveo del torrente Marmazza, con la gestione dei materiali di risulta in un’area di deposito preliminare (la cosiddetta area VF, costituita da 83 celle), e la realizzazione di un'opera drenante; l’integrazione dello sbarramento idraulico esistente a valle del sito; la realizzazione di interventi di air sparging e soil vapour extraction per la bonifica in situ della falda (avviate nel febbraio 2018); la realizzazione dell’impianto di confinamento per i rifiuti speciali, destinato a contenere i terreni contaminati post trattamento di lavaggio, e la sistemazione e il rinforzo dell’argine della sponda sinistra del fiume Toce lato Vogogna.   Nel settembre 2017, su richiesta del Ministero dell’Ambiente, si è tenuto un incontro tecnico finalizzato a condividere le problematiche emerse in fase operativa del progetto e nel novembre scorso Syndial ha trasmesso un documento descrittivo, preliminare alla variante del POB che Syndial invierà a breve al fine di procedere a una bonifica per lotti.    Stato di avanzamento delle principali attività di risanamento  Per quanto riguarda la deviazione dell’alveo del Torrente Marmazza, sono in fase di conclusione le azioni necessarie per la finalizzazione degli atti patrimoniali (acquisto, locazione, immissioni in possesso) delle numerose aree, in stretto coordinamento con le istituzioni del territorio. Sono state completate le attività di realizzazione delle celle e, quindi, dell’area di deposito VF. Sono state inoltre completate le attività di rimozione di terreni contenenti amianto nel settore nord ovest del deposito, mentre le attività di conferimento a un impianto estero, a causa dell’assenza di impianti idonei in Italia, si concluderanno entro alcune settimane. Sono completate le attività di ingegneria necessarie per la sistemazione e il rinforzo dell’argine ed è stata finalizzata la documentazione necessaria all’avvio della procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA. Sono in fase di realizzazione, in linea con quanto previsto dal POB autorizzato, gli impianti di air sparging e soil vapour extraction per la bonifica della falda in area impianti e le due linee di trattamento aggiuntive del TAF di sito. Da aprile 2017 sono operative 4 centraline esterne al sito di monitoraggio in operam della componente atmosfera per il controllo in continuo delle attività potenzialmente impattanti nel territorio durante le lavorazioni. 
 
 
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