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Centinaia di alberi secolari distrutti dalla valanga del Pozzuoli

La zona è poco distante dall'abitato di Antronapiana. Rilevanti i danni ambientali, travolti decine di abeti e larici

antrona valanga

 

Un fronte di diverse centinaia di metri sul quale spiccano solo alberi divelti e tranciati.  E’ lo scenario che si presenta sotto cima Pozzuoli, la montagna la cui parete si affaccia sulla strada che sale al lago di Antrona.

 ‘’E’ una valanga di grosse dimensioni, scesa una quindicina di giorni fa. Ma è lo spostamento d’aria quello che ha creato più danni’’ ci dice Pierangelo Rametti, antronese doc che ci ha segnalato quanto accaduto sulla montagna che dista poco dall’abitato di Antronapiana.

E’ con lui che arriviamo ai piedi della parete del Pozzuoli, trovandoci davanti centinaia e centinaia di abeti e larici, molti sradicati e adagiati a terra, tantissimi tranciati a metà come fosse passata  una gigantesca motosega. 
Uno scenario impressionante anche se per fortuna non ci sono stati danni alle baite più in basso. Di certo la valanga si è fermata alla base della parete verticale, ma lo spostamento d’aria ha raso al suolo tutto quanto c’era nel raggio di centinaia di metri.

Un danno notevole ad un bosco che si era creato qualche centinaio di anni fa.  Le immagini confermano che del bosco è rimasto poco nella valletta bassa che dalla frazione di Ronco sale alla Forcola. Un angolo dove è facile incontrare qualche ungulato in cerca di cibo.

La zona è tristemente nota per la frana del 1642, una data tragica per la valle. Una fetta di montagna, si parla di 20 milioni di metri cubi,  si staccò e piombò sulle case. Bilancio? Quasi 100 morti, decine di case distrutte.  La frana fece poi da diga al torrente Troncone, generando il lago di Antrona.

 

Rebato Baducci

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