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Il moscone rosso-giallo che getta acqua sul fuoco

canadair voloRiconosciuto da tutti, fotografato e immortalato; è il ‘Viking Air 415 Super Scooper’ per tutti semplicemente il ‘Canadair’ dal nome della azienda che lo progettò e lo produsse, oggi in Italia ne operano 19 inglobati nel reparto volo dei Vigili del Fuoco ma gestiti dalla ex Inaer.

Intanto il nome: si chiama Viking Air 415 Superscooper, almeno oggi, anche se per tutti è semplicemente il ‘Canadair’. Non è di certo sbagliato chiamarlo così perché il progetto di questo aereo anfibio ‘bimotore turboelica ad ala alta’ venne progettato e sviluppato proprio dalla azienda canadese ‘Canadair’ sul finire degli anni 60. In una nazione come il Canada, densa di foreste, serviva un mezzo specifico per la lotta agli incendi boschivi. Il tutto vide la luce il 23 ottobre 1967 col primo volo del Canadair CL 215 ‘Water Bomber’; la prima versione del velivolo a motori radiali a pistoni, leggermente differente nella figura e nel rumore da quello che vola oggi ed alquanto più rumoroso. I primi Canadair operativi vennero consegnati alle protezioni civili canadesi nel 1968. In Italia,dove per la lotta antincendio venivano utilizzato oltre agli elicotteri delle versioni costose dei C 130 con un sistema di cisterne a liquido ritardante, si dovette arrivare addirittura ai primi anni 80 per vedere in servizio i Canadair (si narra che la senatrice Susanna Agnelli, allora anche sindaco di Monte Argentario, dopo un vasto e rovinoso incendio che colpì quei boschi, si rivolse all’allora premier Bettino Craxi dicendo “Se non compriamo a Canadair qualcuno finisce male”) già utilizzati in Francia, Grecia e non solo, che vennero inquadrati nel 15° Stormo dell’Aeronautica Militare salvo poi passare al Corpo Forestale dello Stato ( marchiati ‘Corpo Forestale’ ed immatricolati I-CFSX) pur gestiti dalla azienda Sisam, creata ad uopo. E’ proprio sul quel finire degli anni 80 il primo utilizzo di un Canadair nel nostro territorio, peraltro su un incendio sopra Premosello, proprio come succede in questi giorni. Intanto la Canadair fu privatizzata ed inglobata dalla ‘Bombardier’ e nacque l’attuale versione del velivolo, il Canadair 415 o meglio Bombardier 415 “Super Scooper”. Dal 2016 la produzione passa alla Viking Air Limited che dunque gli ha dato la denominazione odierna. Un motore più potente, una maggior manovrabilità. Nel 1998, tornando all’Italia, scaduta la concessione della Sisam questi passarono alla SoREM, società di lavoro aereo. Da tempo i velivoli erano passati al Dipartimento della Protezione Civile Nazionale (marchio ‘Protezione Civile’ e matricole I-DPCX). Oggi i ‘Canadair’ sono considerati parte della componente aerea del Vigili del Fuoco (dal 2013 marchiati ‘Vigili del Fuoco’ senza cambiare matricole) e sono gestiti a partire dallo scorso anno dalla ‘Babcock Italia’, ex Inaer, che peraltro gestisce anche tutti gli elicotteri del 118 del nord Italia . Oggi operano 19 aerei, che in caso intervengono anche all’estero, i piloti sono tutti ex comandanti di linea o ex piloti militari, gente di grande esperienza capace di saper guidare il mezzo aereo tra valli e montagne con ‘sganci’ mozzafiato per chi li guarda ma alquanto difficili per chi li realizza o anche ‘carichi’ nel mare mosso o in piccoli bacini di montagna. L’operatività è nota, in caso di incendio le autorità richiedono l’ausilio aereo (qui da noi la base operativa è all’aeroporto di Genova) attraverso il Centro Operativo Aereo Unificato che allerta il mezzo. Una volta caricata l’acqua con un ‘ammaraggio’ di circa 450 metri (due serbatoi da 6 137 litri totali che una volta caricati possono essere mischiati schiuma ritardante) il velivolo raggiunge il fuoco e ‘lancia’ nei punti ritenuti necessari dal responsabile operazioni a terra in contatto radio con gli aerei. L’autonomia per missione è di 3 ore di volo (in linea di massima un 9/10 lanci). Questo è il ‘SuperScooper’, il miglior mezzo aereo antincendio, il bombardiere buono, il moscone giallo che getta acqua sul fuoco. Ah, quando leggete che ‘un Canadair ha risucchiato un poveraccio che stava nuotando’ sappiate che la cosa non è assolutamente possibile, quando il velivolo è in fase di ‘pescaggio’ si aprono due bocchette (probes) di forma quadrata della dimensione di circa 15 cm con dentro una griglia reticolata. L’obiettivo della griglia è evitare che nel circuito entrino detriti (tipo pezzi di legno) che poi possono ostruire o addirittura bloccare l’apertura dello scarico, e danneggino gli impianti. Ergo non ci passa nemmeno un pesce…

GT      

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