Il ciclone che tra il 15 e il 17 aprile ha colpito il Piemonte è comparabile con le alluvioni del 1994 e del 2000. E’ quanto emerge dal rapporto dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale e comunicato nel vertice odierno a Torino dalla giunta regionale con i presidenti delle Province e i rappresentanti degli enti locali.
Il Vco è stata una delle zona più colpite con valori compresi tra 300 e 400 millimetri e picchi di oltre 500 in poco meno di 72 ore. “L’evento – spiega l’Arpa – è paragonabile all’alluvione del 13-16 ottobre 2000, anche se la durata è stata inferiore (72 ore rispetto a 96) e i valori massimi inferiori: nel 2000 si registrarono fino a 740 millimetri di pioggia a Bognanco nel bacino del Toce.”Ancora una volta il nostro sistema di protezione civile è stato in grado di affrontare un evento atmosferico straordinario per modalità e per il periodo dell’anno in cui si è verificato: siamo stati al lavoro nelle 30 ore dell’emergenza e da ieri sono iniziati i sopralluoghi per ripristinare le situazioni più importanti”. Lo sottolineano gli assessori regionali Bussalino e Gabusi secondo i quali “questo è frutto dello straordinario lavoro di squadra tra regioni enti locali e volontari. Il Piemonte “in questi anni si è distinto per la capacità di prevedere questo tipo di eventi – aggiungono il presidente Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati -. Abbiamo investito risorse e tecnologie, anche con l’uso dell’intelligenza artificiale, per farci trovare il più possibile pronti di fronte a eventi purtroppo sempre più frequenti. Allo stesso tempo continuiamo a intervenire in maniera strutturale per rafforzare la capacità di tenuta del nostro territorio e delle infrastrutture blu”.
La fase più critica è alle spalle ma resta l’allerta gialla per il maltempo su alcune aree del Piemonte per l’arrivo di nuove piogge.
Il tempo migliora lunedì: grazie all’allontanamento della perturbazione, ci saranno “ampi spazi soleggiati e assenza di precipitazioni significative”.
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