Marco Villa, per tanti anni commissario tecnico della pista, è da qualche mese nuovo CT della nazionali maschili su strada, lo abbiamo imbeccato a Novara, nell’attesa dell’arrivo della prima tappa della Vuelta a Espana, per capirne di più sulle future avventure azzurre di Pippo Ganna: “Intanto che io sia in CT della pista o che io sia il CT della strada Pippo resta sempre Pippo, uno dei fari del nostro movimento e sono contento dopo averlo guidato in pista di poterlo guidare anche su strada, purtroppo dopo aver iniziato la stagione con un bel podio alla Milano Sanremo è stato sfortunato. Ha deciso di saltare il Giro d’Italia per correre il Tour de France ma gli è andata male per quella bruta caduta. Ora è tornato alla Vuelta ed ha voglia di rifarsi ed in questa corsa potrà crescere molto per poi cercare qualche bel risultato che gli darebbe grande morale”. Adesso però si avvicinano gli appuntamenti in azzurro: “Non ci sarà al mondiale in Africa: la cronometro non è per nulla una prova da specialisti e così anche il tracciato della corsa in linea chiama atleti di un certo tipo, avvezzi alle grandi salite, meglio guardare agli europei”. Eppure si dice che il tracciato degli europei nell’ Ardeche di Franca sia ancora più duro di quello di Kigali: “Ve lo confermo – dico – lo abbiamo visualizzato ed è duro; l’idea che avevo sottoposto a Pippo era quella di correre la crono per fare risultato e poi di correre anche la gara in linea ma se la crono è da specialisti la corsa in linea è durissima all’inizio, con una salita lunga e tosta ma anche il circuito finale è molto selettivo. Da qui le decisione di puntare decisamente solo sulla cronometro”.
