Di piatto, di collo, di punta e… di tacco (19)
La rubrica di Roberto Cominoli
AMICIZIE – C’è un sottile ma resistente filo rosso che ha legato le vite di due verbanesi Doc e di due lombardi diventati verbanesi effettivi grazie al calcio. Parlo, anzi scrivo, di Dino Ronchi, di Primina Stucchi in Gasparini, di Germano Giannini (gli ultimi due scomparsi nel giro di pochi giorni) e di Egidio Calloni, per fortuna ancora ben saldo, nonostante i tiri mancini arrivati anni fa e in maniera molto meno paurosa anche recentissimamente. Germano Giannini arriva al Verbania nel 63/64, consigliato da Achille Fellini, in quei tempi in prestito al Novara e suo compagno di squadra, e vi rimane fino al 70/71. Disputa quindi anche 5 stagioni (su 7 di serie C, con 108 gare tra i professionisti. Egidio Calloni arriva l’anno dopo, nel 71/72, gioca tutte le 38 gare di campionato e segna 15 gol. In quegli anni tra i massimi dirigenti biancocerchiati c’è Dino Ronchi, che sarà poi anche presidente. Giannini ad un certo punto fa il birichino, Ronchi la manda a recuperare (mi pare in Liguria) e poi non lo molla più. Germano diventa il figlio, anzi il fratello minore del Dino. Per anni e anni, vive praticamente in simbiosi con la famiglia di Ronchi (a tavola insieme, mezzogiorno e sera…) e per lui lavora a tempo fisso e a tempo perduto. Va beh, grande amicizia, che tutti a Verbania ben conoscono, ma Calloni cosa c’entra, e la Primina allora?
PIAZZA MACELLO E DINTORNI – La prima amichevole del Verbania si gioca ad Arona, estate del ’71. Germano è stato ceduto da Carletto Pedroli alla squadra del basso lago, appena arrivata in serie D. Lui è terzino destro, Calloni (proveniente dalla De Martino del Varese) fa l’ala sinistra. Giannini marca Calloni, che ha un forte problema ad una caviglia. E fatica, ma colpisce una traversa (io c’ero…). Va beh, poi Calloni pian piano guarisce e, grazie all’arrivo a novembre del suo amico varesino Nicola Fusaro, segna 15 gol. Poi entrambi tornano a Varese e giocheranno in serie A (131 volte con 39 gol l’Egidio). Nel frattempo l’attaccante ha conosciuto una delle più belle ragazze di Verbania e a suo tempo l’ha sposata. Quando tutto finisce Egidio torna stabilmente a vivere sulle colline verbanesi. E ritrova Giannini. E Il CTP Intra, poi Intra Calcio. Lì comanda ancor più del marito, il bravissimo dottor Gasparini, la Primina, anima e core per un certo periodo anche del Verbania. Egidio e Germano si ritrovano: saranno anche allenatori nello stesso periodo del CTP (Calloni ci vince anche un campionato regionale coi il settore giovanile). Per anni e anni, davanti all’edicola di piazza Macello a Intra i due (insieme ad altri compagnoni) si ritrovano, sempre di lunedì mattina, ma anche in tante altre occasioni, per parlare di calcio. L’abitazione del dottor Gasparini è a 4 passi. Ci si passa prima di andare al campo. A proposito, per Germano il Tuttosport è la Bibbia. Per altri no, magari è la Gazza, ma insomma i due si vedono spessissimo. Poi uno torna in collina e l’altro fa 400 metri verso piazza Garibaldi ed eccolo nella concessionaria del Dino. Tutto questo per anni e anni. Miracoli dell’amicizia vera e disinteressata. Ora è vero che le disgrazie non vengono mai sole. A entrambi (e anche al Dino, morto nel maggio dell’83) sia lieve, lievissima la terra. Ma la domanda sorge spontanea: Ora che Dino prima e Germano e poi la Primina pochi giorni fa se ne sono andati, chi farà compagnia a Calloni, quando mai scenderà ancora all’edicola? P.S. Non posso partecipare al funerale della Primina, ho un impegno inderogabile. Glielo dite voi agli amici?
BREVE LA VITA FELICE DELLA PRO NOVARA – Scusate la citazione Hemingwayana. Dura 3 anni e mezzo la storia per certi versi esaltante e per altri deludentissima della Pro Novara.
Tutto era cominciato nel 2021, in 2a categoria: Paolo Pugliese, un passato nel Vigevano, rileva il club Juvenzo San Rocco e poi ne cambia il nome, si gioca a Vignale, in panchina Scarpinato, poi Filippo Ombergozzi, vince il Cameri ma la Pro Novara sale in Prima, battuta ai playoff la Pernatese. Poi il salto di categoria, approfittando dell’addio al Borgovercelli, appena retrocesso dall’Eccellenza, del presidente Franco Sirianni (che purtroppo per lui avrà poi ben altri problemi). Pro Novara in Promozione, stagione ‘22/23. Il club gioca a Novarello. Parte dunque con Ombergozzi, ma in campo arriva la crème de la crème (Moia, Frascoia, Bertani, Piraccini 2°, Salzano e Scienza). L’ultima giornata è decisiva: la Pro Novara perde a Varallo, vince il Bulè. Però ci sono i playoff e allora Pugliese e C. esultano nella finalissima giocata contro il Villafranca (2-1 a Borgaro, in panchina nel frattempo c’ è Beccari, segnano, l’ho vista, Andrea Piraccini e Paolo Scienza, che peraltro ha messo a referto 27 gol in 29 presenze di campionato. L’anno dopo in Eccellenza non parte bene, esonerato Licaj dopo 5 giornate in favore del solito Dighera. Alla fine sarà 3° posto a -4 dal Borgaro. In quella stagione ad ottobre guai di giustizia per patron Pugliese, arrestato. Tornerà nel girone di ritorno. Viene persa in finale la Coppa dal Saluzzo, fuori poi anche dai playoff ad opera del Ciliverghe. Cristian Bertani, l’immarcescibile, segna 22 reti in campionato, importante la stagione del centrocampista Laurenti. Il 2 giugno 2024 a Novarello (l’ho vista…) proprio col Ciliverghe finisce praticamente tutto o quasi. In estate 2024 lascia Pugliese, che passa alla rinominata NovaRomentin (e da poco è entrato nell’entourage della Pro Vercelli). Il neopresidente Gennaro Chianese ci prova, ma non va. Il nuovo tecnico Marco Molluso scappa via e passa al Chieri, arriva Roberto Sorrentino, poi subentra Antonio Pavesi, infine Marco Mellano ci prova a sua volta, tanto per non farsi mancare nulla. Il 15 dicembre (0-4 a Borgosesia) il cinema Pro Novara chiude i battenti. Quattro partite saltate, addio e good bye. Peccato…
IL LIBRO – Niente libri stavolta. Sono stato troppo lungo. Scusate.
