La sfilata di carri allegorici e gruppi è uno dei momenti più attesi della Festa dell'Uva di Masera che quest'oggi chiude i battenti. Un momento che complice la bella giornata ha richiamato molte persone lungo il percorso all'interno del paese e all'arrivo, presso il campo sportivo.
Tre i carri: quello dedicato ai due parroci maseresi ordinati quest'anno, don Luca Ariola e don Francesco David. Un omaggio a loro e ancora la prova che a Masera c'è sempre qualcosa di speciale: in anni avari di ordinazioni, i nuovi sacerdoti maseresi qui sono non uno ma ben due.
Ha richiamato le olimpiadi il secondo carro, rimarcando goliardicamente la longevità della festa dell'uva – che quest'anno compie 99 anni – rispetto ad altre note manifestazioni ossolane: dalla sagra del fungo alla festa della patata, fino al raduno internazionale degli spazzacamini.
Infine il tradizionale carro di Bacco che accompagna il gruppo folkloristico locale, i bakan, che come sempre hanno animato la festa
Con i Bakan maseresi hanno sfilato anche il gruppo Ij Danseur dël Pilon, sono arrivati da Torino con il loro repertorio di danze da “esibizione” legate al territorio regionale piemontese e il Gruppo Folk Mottarone di Sovazza. Ancora da Castelletto Ticino il Corpo Musicale Angelo Broggio.
Soddisfazione da parte degli organizzatori della sfilata, Davide Di Carmine e Stefano Conti. "Siamo contenti di aver portato gruppi da lontano che si sono trovati bene a casa nostra – spiegano - , assieme ai nostri Bakan". Dagli stessi il ringraziamento a tutti i ragazzi che hanno contribuito alla realizzazione dei carri, creazioni che come sempre richiedono diversi mesi di lavoro.