Con il capitolo o meglio "l'isola" dedicata al jazz è partita la 65esima edizione di Stresa Festival. Sul palco della Stresa Festival Hall uno dei massimi esponenti dell’incontro fra tradizione nordafricana e jazz, Dhafer Youssef, virtuoso dell’oud, il liuto arabo.
Ha presentato il suo ultimo album Shiraz, dedicato alla moglie e al suo percorso con la malattia. Ad accompagnarlo Daniel García al pianoforte, Lilian Mille alla tromba, Swaéli Mbappé al basso elettrico e da Tao Ehrlich alle percussioni.
Youssef è considerato una delle voci musicali più distintive del nostro tempo; la sua arte trascende confini, lingue e generi. Già da bambino, nella nativa Tunisia, apprende la tradizione sufi della musica islamica. Nel 1990 si sposta a Vienna, iniziando una carriera che lo ha sempre più contraddistinto come musicista con un’idea molto chiara di come debba suonare la sua musica: radicata nelle tradizioni della musica araba e del sufismo, ma aperta alle sonorità contemporanee, che possono provenire da una varietà di fonti quali jazz, musica da camera, rock o persino musica elettronica. Ha collaborato con Paolo Fresu e Marcus Miller, solo per citarne alcuni.
L'isola dedicata al jazz prosegue fino al 25 luglio con altri 5 concerti. Questo sabato alle 21 sempre presso la Stresa Festival Hall protagonista Raphael Gualazzi Trio che dedicherà un raffinato omaggio alla musica acustica. Non mancheranno una selezione delle composizioni dello stesso artista marchigiano e rivisitazioni di alcuni temi scritti da grandi compositori italiani per il cinema.