Macugnaga. Si lavora per creare percorso alternativo alla pista sotto sequestro
A Macugnaga da ieri pomeriggio volontari del Cai e guide alpine sono al lavoro per realizzare un sentiero alternativo al tracciato posto sotto sequestro ieri dal Sagf della Guardia di Finanza nell’ambito delle indagin...
A Macugnaga da ieri pomeriggio volontari del Cai e guide alpine sono al lavoro per realizzare un sentiero alternativo al tracciato posto sotto sequestro ieri dal Sagf della Guardia di Finanza nell’ambito delle indagini per le irregolarità ambientali ed edilizie riscontrare nel progetti di realizzazione della pista per mountain bike. Il sentiero è quello che attraverso la morena del ghiacciaio porta all’alpe Pedriola e al Rifugio Zamboni.
Il lavoro dei volontari è necessario per garantire ai tanti escursionisti che nella settimana del ferragosto arriveranno nella Perla del Rosa per salire dal Belvedere in alta quota.
Per altro i sigilli posti ieri stanno creando non pochi problemi ai gestori del rifugio Zamboni. Venerdì subito dopo il blocco del passaggio i gestori i gestori sono stati costretti a disdire le prenotazioni. “Un percorso alternativo ci sarebbe – spiega il vice sindaco di Macugnaga ClaudiO Meynet – ma è impegnativo. Il dislivello non è paragonabile con quello che attraversa l’area posta sotto sequestro”.
L’amministrazione comunale di Macugnaga a tutela dell’immagine turistica del paese già ieri pomeriggio ha preso contatti con un legale. Lunedì mattina si spera di poter rappresentare all’autorità giudiziaria la situazione. “Parlano di pericolosità del sentiero. Eppure pochi giorni fa da lì sono passati 1000 atleti che hanno partecipato alla Monterosa Esh Himalyan Trail. Mi chiedo se il pericolo non ci fosse anche in quell’occasione. La chiusura in piena stagione quando il provvedimento dell’autorità giudiziaria porta la data di fine giugno mi lascia perplesso” conclude Meynet.