«Trasformiamo una potenziale criticità in un’opportunità attivando un piano spiagge che ci consenta di mettere in sicurezza le spiagge, in caso di innalzamento dei livelli delle acque del Lago. I metodi ci sono, con barriere e sistemi di protezione e ci sono anche gli strumenti: la Regione infatti, con la legge 18, sostiene gli investimenti per le strutture turistico-ricettive e quindi può finanziare questo tipo di intervento, con contributi a fondo perduto a valere sui fondi europei», ha spiegato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, intervendo in video collegamento alla riunione convocata dal presidente della Provincia del Vco, Giandomenico Albertella sulla gestione dei livelli idrici del Lago Maggiore.
Alla riunione e hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori all'Ambiente Matteo Marnati, e all'Agricoltura, Commercio e Turismo Paolo Bongioanni (in videocollegamento); il sottosegretario Alberto Preioni, esponente del territorio; il segretario generale dell'Autorità di bacino Alessandro Delpiano; il presidente del Consorzio del Ticino, Paolo Seitone, che sovrintende all'operatività della diga della Miorina; il direttore generale di Arpa Piemonte Secondo Barbero e il direttore del settore Ambiente della Regione Angelo Robotto. Tra i rappresentanti del settore produttivo e turistico: i presidenti di Federalberghi Vco Andrea Padulazzi e di Novara Aimone Dal Pozzo, il vicepresidente di Faita Federcamping Piemonte Maurizio Baldini e il vicepresidente vicario di Confindustria Alberghi Antonio Zacchera. Presenti i sindaci dei comuni rivieraschi del Vco, da Cannobio a Castelletto Ticino.
L'incontro nasce dopo il via libera all’innalzamento del livello massimo consentito del lago a metri +1,40, che ha suscitato la preoccupazione dei sindaci e degli operatori delle strutture turistico-ricettive affacciate sul lago per il rischio che le precipitazioni di forte intensità, e quindi l’accumulo di acqua anche solo per pochi giorni, possano provocare l’allagamento del litorale.
«La volontà mia e di
tutta la giunta regionale - ha aggiunto l'assessore Marnati - è di
non lasciare soli i sindaci del lago e chi lavora e investe per la
crescita turistica, strategica per tutto il Piemonte. Vogliamo
condividere con gli amministratori locali le politiche di sviluppo
del territorio.
Si è concordato di istituire una Cabina di Regia
Permanente, presieduta dalla Regione Piemonte, per valutare tutti gli
aspetti relativi alle diverse proposte avanzate dagli enti
interessati, in ambito turistico, agricolo e per altri scopi.
L’obiettivo è individuare nuove soluzioni per raggiungere un
equilibrio nella gestione e nell’utilizzo delle risorse idriche.
Abbiamo chiesto all’Autorità di Bacino di studiare sistemi
innovativi per gestire preventivamente lo svaso dell’acqua, così
da garantire interventi più tempestivi ed efficienti».
«Dai
confronti avuti in questi giorni con gli enti locali e le Atl
dell’Alto Piemonte e dei Laghi – ha dichiarato l’assessore al
Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-Olimpico, Caccia
e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni - sottoscrivo l’importanza di un
tavolo fra tutti i soggetti portatori d’interesse. Ragionevole la
proposta tecnica del presidente Albertella di non superare la quota
storica di +1 metro nella stagione turistica, mettendo in campo da
subito altre strategie per il recupero e il risparmio della risorsa
idrica, e di assumere il livello +1,40 come tetto massimo da
raggiungere solo quando le condizioni lo consentono in
sicurezza».
«Il percorso avviato mira a trovare una soluzione
che sappia contemperare le esigenze dei vari settori, quello
agricolo, per il quale il Lago funge da riserva naturale di acqua per
i periodi di siccità, e quello turistico che ha nelle sponde e nelle
spiagge un suo fattore di attrazione importante», ha commentato il
sottosegretario Alberto Preioni.
«La Provincia ha avanzato
precise proposte operative – ha spiegato il presidente Giandomenico
Albertella - La prima è l'istituzione di un tavolo permanente di
confronto per definire un protocollo operativo che garantisca alle
comunità locali un ruolo attivo non solo nelle scelte strategiche di
regolazione del lago, ma anche nella gestione ordinaria: un
prerequisito indispensabile per programmare i lavori sulle sponde e
per tutelare il territorio in previsione di eventi meteorologici
intensi. La seconda proposta è la sottoscrizione di un protocollo
previsionale vincolante per l'abbassamento preventivo del livello del
lago, che coinvolga Regione, ARPA, Autorità di bacino del fiume Po e
comuni rivieraschi, consentendo una gestione dinamica degli svasi
alla luce delle previsioni meteorologiche. Chiediamo inoltre una
rappresentanza qualificata della Provincia al tavolo dell'Autorità
di bacino, al pari degli altri enti coinvolti. Infine abbiamo
proposto di sospendere nei mesi di giugno e luglio l'innalzamento del
livello massimo consentito, per scongiurare la scomparsa delle
spiagge, risorsa fondamentale per il turismo lacuale».