Nella sanità piemontese le prime visite nel rispetto dei tempi di garanzia sono salite al 72.2%, con un tasso di avanzamento superiore alla media nazionale. Lo comunica l'assessore Federico Riboldi a commento dell'ultimo bollettino Agenas sulle liste di attesa, aggiornato al 30 settembre.
"Siamo consapevoli - commenta - che le criticità e i problemi non sono risolti, ma il dato conferma che il lavoro avviato sta producendo miglioramenti concreti. Non è ancora il risultato che vogliamo garantire ai cittadini ma è un progresso che dobbiamo consolidare e accelerare".
La percentuale di prenotazioni che rispettano i tempi di garanzia risulta passata dal 69.2% dei primi nove mesi del 2025 al 72.2% dello stesso periodo dell'anno in corso, con un incremento di 3 punti percentuali a fronte di una media nazionale di 1,7. Segnali positivi arrivano anche dagli esami diagnostici, che si mantengono sopra la soglia dell'80% passando dall'82.4% all'82.7%.
Riboldi sottolinea inoltre che le prime visite classificate nella categoria P, quella programmabile entro 120 giorni, rappresentano in Piemonte appena l'8,8% del totale, contro una media nazionale del 34,9%. "Una differenza significativa - osserva - che dimostra quanto sia importante considerare la distribuzione delle priorità cliniche per interpretare correttamente i risultati dei diversi sistemi sanitari regionali".
Per quel che riguarda la presa in carico sulle liste d'attesa, Riboldi invita a non tenere conto su "alcuni dati parziali" che "sono stati fatti circolare strumentalmente" senza peraltro comparire nel bollettino Agenas. "Sono dati non ufficiali e non comparativi - spiega - che non possono essere utilizzati per costruire classifiche regionali a causa delle differenti modalità organizzative e di rilevazione della presa in carico. In Piemonte, ad esempio, vengono distinti il 'primo accesso' e 'l'altro accesso', quest'ultimo particolarmente rilevante numericamente per l'assistenza ai pazienti cronici".