Una lettera aperta che suona più come un appello. E' quella firmata Francesco Romagnoli, Andrea Capuano, Roberto Emidi, Pantaleo Ametrano e Antonio Dellera, rappresentanti sindacali di medici e dirigenti sanitari del Vco. Scopo : fotografare la situazione del comparto sanitario locale. Che poi null'altro è che la risposta ad un articolo di giornale apparso qualche giorno a livello nazionale. Il testo ipotizzava entro 2 anni la chiusura del Castelli.
Il mondo sindacale vuole fare chiarezza e spiega : "L'ospedale di Verbania rispetto a quello di Domodossola ha molti meno gettonisti e oltre a Dea e Radiologia sono interessate soltanto due altre : Pediatria e Medicina".
Per i firmatari della lettera la situazione del San Biagio è da considerarsi addirittura peggiore rispetto al Castelli. "Perché -scrivono – ci sono Ortopedia e Urologia interamente affidate a gettonisti. Medicina interna a livello di dirigenti Asl è messa peggio che a Verbania e utilizza più gettonisti. Anche Neurologia e Radiologia fanno un discreto uso di personale a gettone".
La missiva punta l'indice sul Punto Nascite del San Biagio, in appalto a Pediacoop da diversi anni. "Non dimentichiamo – sottolineano ancora i sindacalisti – il taglio del nastro del Presidente Cirio per il nuovo reparto, prima delle elezioni, quando era noto a tutti che era rimasto un solo Dirigente dipendente e che operava sia a Verbania che a Domo". Altro punto dolente del nosocomio domese, per i firmatari della lettera, è l'Ostetricia Ginecologia. "A 10 anni distanza nessuna giunta Regionale ha applicato una sentenza passata in giudicato con il risultato che nel 2023 a Domodossola ci sono stati 70 parti, quest'anno 40 fino ad oggi. E' evidente che medici, infermieri, gettonisti potrebbero essere utilizzati i maniera più proficua".
Per chi ha sottoscritto l'appello la fuga dei sanitari verso la Svizzera è un falso problema. "Si contano sulle dita di una, forse due mani. Il motivo – spiegano – ha a che fare con il disagio di dover lavorare in un ospedale plurisede con la realtà e la dotazione degli organici inadeguati". E ancora all'indirizzo dell'assessore regionale alla sanità rimandano anche la proposta dell'incentivo di 500 euro per nuove assunzioni. "Non appare realizzabile perché la somma andrebbe elargita a tutti i lavoratori diversamente ci sarebbe disparità di trattamento".
E in vista delle future nomine di chi dovrà amministrare sul campo la sanità piemontese chiedono : "Un direttore generale che abbia la capacità di ascoltare prima e poi risolvere i problemi dei dipendenti e sappia circondarsi di persone adeguate allo scopo". A proposito hanno bocciato il regolamento disposto dall'ex Direttrice sanitaria dell'Asl che dà la possibilità ai dipendenti Asl di portare sul luogo di lavoro il proprio animale di affezione. "I medici dei nostri ospedali - concludono - non hanno certamente la vocazione di mercenari. Se qualcuno avesse la tentazione di licenziarsi o trasferirsi altrove accadrebbe per la mancanza di prospettive lavorative attrattive, serie e sostenibili".