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Il vescovo Brambilla: "In Val d'Ossola non ne hanno uno sano per fare il padrino". Poi le scuse

Il vescovo Brambilla: "In Val d'Ossola non ne hanno uno sano per fare il padrino". Poi le scuse

"Certo che se è una proprietà della famiglia in Val d'Ossola non ne hanno uno sano per far fare il padrino. O uno è storto, o uno è irregolare, uno è divorziato, uno è separato, uno è trimaritato, voi immaginate chi p...

"Certo che se è una proprietà della famiglia in Val d'Ossola non ne hanno uno sano per far fare il padrino. O uno è storto, o uno è irregolare, uno è divorziato, uno è separato, uno è trimaritato, voi immaginate chi può fare il padrino". Hanno sollevato una bufera le parole del vescovo della diocesi di Novara Monsignor Franco Giulio Brambilla in occasione di una conferenza per i 1700 del Consiglio di Nicea che si è tenuta nei giorni scorsi a Casale Monferrato. Una frase pronunciata mentre si parlava di padrini per battesimi e cresime e che è stata registrata, come tutta la conferenza, da Monferrato web tv. Certo queste affermazioni non sono piaciute agli ossolani, a stretto giro in una nota le scuse di monsignor Brambilla "Ho appreso con profondo dispiacere come le mie parole, pronunciate durante una conferenza a Casale Monferrato, siano state considerate come un’offesa da parte di alcune persone della nostra cara Ossola" scrive e prosegue:"Spiegando la fatica di trovare figure significative per ricoprire il ruolo di padrini per il Battesimo e la Cresima, ricordavo le difficoltà segnalate da molti parroci, sin dalla mia prima visita pastorale in quel Vicariato, nel discernere di fronte alle situazioni irregolari. Il riferimento all’Ossola era solo un esempio di una situazione, che ricorre anche in altre parti della nostra diocesi e dell’Italia, per dare una risposta pastorale nella scelta dei padrini. Assicuro che in nessun modo voleva essere un’offesa per la gente e le famiglie dell’Ossola, alle quali chiedo scusa e – conclude Brambilla - manifesto ancora tutta la mia stima e il rispetto, che ho già avuto modo, in questi anni del mio episcopato, di dimostrare più volte in ogni occasione nella quale ho visitato le comunità ossolane".