Si è parlato dello Scalo di Domo2 in Parlamento, durante il Question Time alla Camera dei Deputati. Nella seduta di ieri il deputato del Movimento Cinque Stelle Antonino Iaria, membro della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni, ha portato ufficialmente la questione nelle sedi istituzionali, esprimendo con forza tutte le perplessità e le criticità che gravano sullo scalo merci di Domodossola, denunciando l’assenza di una governance politica adeguata e la mancanza di una reale collaborazione con l’operatore pubblico RFI per una programmazione e una visione nazionale del traffico merci europeo. “Lo scalo ferroviario intermodale Domodossola 2 riveste un ruolo di primaria importanza nell'ambito dei collegamenti merci transfrontalieri lungo l'asse del Sempione, inserendosi nel Corridoio europeo Mare del Nord—Mar Mediterraneo della rete TEN-T. Si tratta di una tratta strategica della Rete Centrale europea, individuata come prioritaria per il conseguimento degli obiettivi di interoperabilità e capacità definiti dall'Unione europea” si legge nella risposta del Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti.
Che aggiunge: “In tale quadro, entro il 2030 1'infrastruttura dovrà essere adeguata per consentire la circolazione di treni merci di lunghezza pari a 740 metri e garantire il rispetto degli standard europei in materia di carico assiale, mentre l'adeguamento alla sagoma limite prevista dal corridoio è programmato entro il 2040”. Il Ministero ricorda la sottoscrizione dell’accordo bilaterale tra Italia e Svizzera per il potenziamento delle infrastrutture ferroviare lungo l'asse Lôtschberg— Sempione, e gli importanti lavori di adeguamento in corso. Iaria in aula ha detto di non ritenersi soddisfatto. “Il Governo conferma nero su bianco che lo scalo intermodale Domo2 e l’intero asse ferroviario del Sempione rappresentano un’infrastruttura strategica per il trasporto merci europeo. Peccato che alle dichiarazioni non seguano gli investimenti necessari” dichiara Iaria. Dalla risposta emerge un dato evidente: gran parte delle risorse oggi disponibili arrivano dalla Confederazione Svizzera. Su un investimento complessivo di 287,5 milioni di euro, ben 134,5 milioni sono finanziati da Berna, mentre restano ancora da reperire circa 61 milioni di euro indispensabili per completare gli interventi previsti.
Nel frattempo il completamento delle opere viene rinviato al 2029 e subordinato alla disponibilità delle risorse.” Per Iaria il problema non è soltanto economico, ma soprattutto politico. “Da anni denunciamo l’assenza di una vera regia pubblica sul sistema logistico e ferroviario piemontese. Questa mancanza di certezze ha già prodotto conseguenze concrete: i principali operatori logistici hanno progressivamente abbandonato lo scalo Domo2 perché non vedevano garanzie sugli investimenti e sui tempi di realizzazione delle opere.” “Il Governo continua a parlare di grandi corridoi europei e di centralità del trasporto ferroviario delle merci, ma nei fatti non indica priorità chiare. Lo stesso parco smistamento di Alessandria, che dovrebbe essere uno dei nodi fondamentali dell’asse Genova-Sempione-Rotterdam, è fermo alla fase progettuale e continua a non trovare le risorse necessarie.”