In diretta sul territorio Friday 10 April 2026
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Il Comune di Macugnaga verso il commissariamento, entro fine mese le dimissioni del vice sindaco e dei consiglieri

Il Comune di Macugnaga verso il commissariamento, entro fine mese le dimissioni del vice sindaco e dei consiglieri

Come annunciato, il vice sindaco di Macugnaga Claudio Meynet ha incontrato ieri pomeriggio il segretario generale del Comune Gianfranco Cotugno rientrato dopo le ferie per fare il punto della situazione, vista la deci...

Come annunciato, il vice sindaco di Macugnaga Claudio Meynet ha incontrato ieri pomeriggio il segretario generale del Comune Gianfranco Cotugno rientrato dopo le ferie per fare il punto della situazione, vista la decisione della maggioranza di rassegnare le dimissioni e aprire la strada all’arrivo del commissario prefettizio. “Abbiamo organizzato un calendario di passi da compiere con le ultime formalità – spiega Meynet – e per la metà della prossima settimana, comunque entro la fine del mese daremo le dimissioni”. Meynet si è anche nuovamente consultato con l’avvocato del Comune e ha dato il via libera per preparare il ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere la revoca del sequestro della pista che dal Belvedere porta al rifugio Zamboni Zappa, nella speranza che possa tornare percorribile prima della fine della stagione turistica. Un atto, precisa Meynet, che non è vincolante e che il commissario prefettizio potrebbe comunque ritirare se non lo condividerà. E’ stata proprio l’apposizione dei sigilli la settimana prima di Ferragosto l’ultimo atto che ha convinto Meynet e la sua maggioranza a lasciare, nonostante l’intenzione iniziale di proseguire con l’amministrazione del comune in assenza del sindaco Alessandro Bonacci, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, nell’ambito di un’indagine della Guardia di Finanza coordinata dal procuratore Alessandro Pepè, per frode processuale e falso. Ormai le indagini sono chiuse, mentre è ancora aperto il fascicolo della prima indagine avviata a suo carico, che riguarda la realizzazione della pista i cui lavori, secondo gli inquirenti, sarebbero stati iniziati senza le necessarie autorizzazioni. Il sindaco avrebbe poi falsificato un’ordinanza comunale per giustificare il suo comportamento nella prima indagine sui lavori della pista.