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Il 2026 annus horribilis per i ghiacciai dell'Ossola. Tanti non esistono più come il Gemelli di Ban

Il 2026 annus horribilis per i ghiacciai dell'Ossola. Tanti non esistono più come il Gemelli di Ban

Lo ha spiegato l'esperto di meteorologia Luca Sergio durante un incontro nell'ambito dell'Ottobre Culturale di Gravellona e su MeteoLiveVco.it

Il 2026 per i ghiacciai dell'Ossola è stato uno degli anni peggiori da quando queste formazioni sono oggetto di misurazioni. Lo ha spiegato Luca Sergio, esperto di meteorologia, nel corso di un incontro nell'ambito dell'Ottobre Culturale di Gravellona e nell'ultima pubblicazione su MeteoLiveVco.it.

Il ghiacciaio del Belvedere (1850 mt) ha perso 37 metri in soli 4 mesi. Gli ultimi 500 metri della lingua di ablazione sono attraversati dal torrente Castelfranco, il cui nuovo percorso ha causato una forte riduzione dello spessore sul lato destro.

Sempre sul Monte Rosa anche il ghiacciaio Nordend, terzo ghiacciaio vallivo dell'Ossola, sta vivendo una importante trasformazione, che ne determinerà il destino nei prossimi anni: per tutti suoi 1.500 metri di lunghezza si è staccato dalla roccia creando una sorta di ghiacciaio laterale: la causa, il calore emanato dalla roccia che ha fatto fondere il ghiaccio.

Tanti i piccoli ghiacciai estinti in questo 2026. In valle Formazza comparso il ghiacciaio Gemelli di Ban. Suo sito Sergio spiega che il ghiacciaio Sabbione Nord negli ultimi 13 anni è arretrato di 800 metri; il sabbione centrale ha subito un notevole ridimensionamento ed è quasi completamente coperto da detrito. Importante riduzione anche per il Blindenhorm, il ghiacciaio del Gries, uno di quelli a più alta quota (siamo a oltre 3.300 metri). Ridotto al lumicino il Sabbia Est, uno dei più piccoli dell'apparato glaciale dei Sabbioni.

"Quello che ho trovato è una montagna trasformata – commenta in conclusione Sergio –. Le valli che ospitano o ospitavano ghiacciai hanno assunto un aspetto lunare o marziano. L'estate 2026 ha sciolto tutti inevai invernali e, quando l'inverno era inverno, li si poteva vedere per tutta l'estate al Veglia, al Devero e in molti altri luoghi delle Alpi".