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Goletta dei Laghi. Legambiente : "Bene le spiagge e le acque del lago Maggiore"

Goletta dei Laghi. Legambiente : "Bene le spiagge e le acque del lago Maggiore"

Venerdì la Goletta dei laghi di Legambiente ha fatto tappa a Lesa

Legambiente promuove le acque del lago Maggiore. Il dato è emerso anche nel forum organizzato in settimana a Torino. Il lago Maggiore rappresenta un bacino di enorme rilevanza ambientale ed economica per il territorio, grazie ai molteplici servizi che garantisce: dall’uso idropotabile a quello agricolo, dal turismo alla produzione energetica fino al comparto ittico. Le pressioni che interessano il lago, tuttavia, non riguardano soltanto gli aspetti microbiologici, ma anche gli effetti dell’antropizzazione e dell’artificializzazione delle rive, oltre alla presenza di contaminanti ambientali persistenti e tossici nei sedimenti e negli organismi viventi (Laghi sotto pressione – Legambiente). Tra questi assumono particolare rilievo i PFAS, composti chimici di origine antropica ampiamente utilizzati in ambito industriale, che rappresentano oggi una delle principali criticità emergenti per la qualità delle acque.

La loro presenza nel lago Maggiore costituisce un esempio concreto di una problematica più ampia che interessa numerosi corpi idrici: i PFAS e i loro precursori sono infatti diffusi nell’ambiente, presenti nelle acque piovane e in molti sistemi idrici, con la capacità di contaminare terreni e colture e di accumularsi lungo le catene alimentari (Atlante dell’Acqua 2026 – Legambiente). I PFAS rappresentano oggi una delle principali sfide per la tutela della qualità delle acque, perché la loro presenza interessa non soltanto le acque sotterranee e i fiumi, ma anche i laghi, ecosistemi fondamentali per il territorio e sottoposti a pressioni sempre maggiori. La contaminazione da PFAS evidenzia come la tutela della risorsa idrica non possa concentrarsi esclusivamente sulla quantità di acqua disponibile, ma debba considerare anche la qualità e la capacità degli ecosistemi acquatici di mantenere le proprie funzioni. Una sfida che richiede quindi un approccio complessivo alla gestione della risorsa idrica, capace di integrare il controllo delle pressioni ambientali, la tutela degli ecosistemi e la protezione della salute pubblica. In questa prospettiva si inserisce anche l’evoluzione della normativa europea sulle acque, che ha introdotto nuovi parametri di controllo per alcune sostanze emergenti, tra cui i PFAS, insieme a pesticidi, farmaci e microplastiche, riconoscendo la necessità di monitorare in modo sempre più efficace le pressioni che incidono sullo stato di salute dei corpi idrici.