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Errori giudiziari. Al Maggiore lo spettacolo "L'offesa"

Errori giudiziari. Al Maggiore lo spettacolo "L'offesa"

Tratto da una storia vera successa ad una verbanese accusata di pedofilia

Protagonista de "L'offesa" è Anna Maria Manna, arrestata il 25 maggio del 2000 per pedofilia, in cella per una foto sbagliata e prosciolta dopo 14 mesi. Siamo in provincia di Taranto. Tra l'altro la signora Manna è nata a Verbania. Alcuni alunni della scuola elementare avevano raccontato alle loro maestre di essere stati adescati per partecipare a festini porno. I carabinieri sospettano il coinvolgimento di una trentina di persone: tra queste, Anna Maria Manna, incensurata. I carabinieri, dopo aver ascoltato le testimonianze dei bambini, creano una sorta di album in cui vengono messe insieme diverse foto prelevate dall’ufficio anagrafe del Comune, da sottoporre alle piccole vittime per il riconoscimento. La foto di Manna finisce nel fascicolo. Alle 3 del mattino del 25 maggio 2000 i carabinieri si presentano a casa sua. Anna Maria con il suo avvocato, Rosario Orlando, inizia una battaglia per la sua liberazione perché non conosce i bambini vittime, né i loro genitori né tanto meno gli altri indagati. E soprattutto, nel periodo in cui si sarebbero svolti i fatti non si trovava sul luogo ma a Torino per sostenere un concorso pubblico. Solo il 13 luglio 2001 viene definitivamente riconosciuta innocente. La piece, con la regia di Carlo Fineschi, è tratto dall'omonio libro di Rosario Orlando. Al termine l'incontro del pubblico con Anna Maria Manna e con l'avvocato Orlando. Lo spettacolo è stato anticipato nel foyer del teatro Maggiore da "Riflessioni sulla inGiustizia", tematica di grande attualità, con l'avvocato Beniamino Ricca, componente della Camera Penale, e Massimo Terzi, già Presidente del Tribunale di Verbania e del Tribunale di Torino.