Una vertenza che si trascina da mesi, tra stipendi arretrati, personale che lascia il posto di lavoro e interrogativi sul futuro della struttura. È la situazione dell’Eremo di Miazzina, dove oggi, venerdì 9 ottobre, CGIL, CISL e UIL hanno organizzato un presidio per chiedere risposte concrete e garanzie per i lavoratori.
Al centro della protesta, il mancato pagamento delle retribuzioni e gli impegni che, secondo i sindacati, non sono stati rispettati. Una situazione che, con il passare delle settimane, ha contribuito ad alimentare l’incertezza sul futuro della struttura, coinvolgendo non soltanto i dipendenti, ma anche le famiglie delle persone assistite.
Una trentina i dipentendi al lavoro, una ventina gli ospiti
Dai circa 65 dipendenti iniziali, oggi all’Eremo di Miazzina sono rimasti una trentina di lavoratori, che usufruiscono tutti di vitto e alloggio. Restano aperte le questioni legate agli stipendi arretrati, per i quali alcuni ex dipendenti hanno avviato vertenze.
Parallelamente si è ridotto anche il numero degli ospiti: attualmente sarebbero circa una ventina i pazienti ancora assistiti all’Eremo. Secondo i dati riferiti durante il presidio, cinque provengono da fuori ASL, mentre gli altri appartengono al territorio.
La preoccupazione delle famiglie
Al presidio erano presenti anche alcuni familiari degli ospiti, preoccupati per l’incertezza sul futuro dell’Eremo. La preoccupazione, spiegano, non riguarda la qualità delle cure ricevute attualmente dai propri cari, ma ciò che potrebbe accadere nelle prossime settimane.
Le famiglie lamentano la mancanza di risposte da parte dell’ASL e chiedono garanzie sulla continuità dell’assistenza e sulle eventuali alternative nel caso in cui la struttura dovesse chiudere. Per chi si affida all’Eremo da anni, l’incertezza rappresenta una fonte di forte preoccupazione.
Una crisi che va avanti da mesi: attesa per la verifica dell'ASL
Il presidio organizzato da CGIL, CISL e UIL vuole ribadire che il rispetto dei diritti dei lavoratori non può rimanere soltanto una dichiarazione di principio, ma deve tradursi in interventi concreti. La richiesta è di fare chiarezza sugli stipendi arretrati, sugli impegni assunti e sulle prospettive occupazionali. Ora l’attenzione è rivolta al 18 ottobre, data indicata per una nuova verifica dell’ASL, al termine della quale potrebbero essere assunti provvedimenti sul futuro della struttura, compresa l’eventualità di una chiusura.