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Di piatto, di collo, di punta e...di tacco( 32)

Di piatto, di collo, di punta e...di tacco( 32)

Di piatto, di collo, di punta e… di tacco (32) La rubrica di Roberto Cominoli RIASSUNTO 1 - Salgono in serie C il Bra di Nisticò (A), l’Ospitaletto di Quaresmini (B), la Dolomiti Bellunesi di Zanini (C), il Forlì di M...

Di piatto, di collo, di punta e… di tacco (32) La rubrica di Roberto Cominoli RIASSUNTO 1 - Salgono in serie C il Bra di Nisticò (A), l’Ospitaletto di Quaresmini (B), la Dolomiti Bellunesi di Zanini (C), il Forlì di Miramari (D), il Livorno di Paolo Indiani (E, 11 campionati vinti; in D con Rondinella, Poggibonsi, Massese – qui anche lo Scudetto -, Pontedera, San Donato e Arezzo), la Samb di Palladini (F), il Guidonia di Ginestra (G), il Casarano di Di Bari (H) e il Siracusa di Turati (I, all’esordio in panchina, ex collaboratore di Vincenzo Italiano sia allo Spezia che alla Fiorentina). La NovaRomentin ed il Livorno hanno segnato 75 reti (una in 36 partite, l’altra in 34), segue il Livorno con 74 gol. La miglior difesa è di gran lunga quella del Siracusa (16 reti subìte in 34 gare). La meno prolifica (22 gol fatti) è stata la squadra dello United Riccione. Spicca la seconda retrocessione consecutiva di Fiorenzuola e Fermana. RIASSUNTO 2 - Hanno vinto l’eccellenza: Biellese, Valenzana, Celle Varazze, Pavia, Mapello, Rovato Vertovese (2 volte: ieri è bastato il pari esterno per chiudere al primo posto, inoltre è in finale di Coppa col Barletta…), Maia Alta Obermais (manca una gara ma il vantaggio è alto…), La Rocca Altavilla, Conegliano, Camaiore, Scandicci, Valmontone, Unipomezia, Afragolese, Heraclea, Vastogirardi, Ferrandina, Vigor Lamezia, Barletta, Atletico Palermo, Milazzo, Budoni. VECCHIACCI - Gente che non manca mai. A occhio e croce (qualche errore potrebbe esserci, e abbiamo calcolato soltanto le presenze di campionato…) ecco i più partecipativi dei gironi A e B. Sono citati ovviamente anche calciatori che oggi non sono più attivi, oppure sono passati ad altre categorie. Girone A: Giorgio Conrotto 380; Fabio Benedetto 356; Marco Di Lernia 347; Matteo Pautassi 344; Cristian Tos 336; Giuseppe D'Iglio 321; Giacomo Avellino 297; Giorgio Gagliardi 283; Loreto Lo Bosco 271; Claudio Poesio 268. Girone B: Andrea Gritti 354; Dario Suardi 342; Francesco Delcarro 320; Ferreira Pinto 311; Giulio Menegazzo 304; Andrea Ruggeri 301; Alberto Boschetti 277; Alberto Forlani 272; Nicolò Crotti 270; Alessandro Bertazzoli 263; Mattia Mauri 258; Michele Paris 251; Francesco Giangaspero 248; Ciro De Angelis 240; Mario Chessa 239; Giorgio Recino 234; Marco Gasparri 229. A PROPOSITO 1 - La retrocessione dell’Omegna mi ha ricordato un’altra brutta stagione dei rossoneri. Quella dell’ultimo campionato professionistico, di C2 appunto, stagione 85/86, quella dell’arrivo in riva al lago d’Orta dei famigerati fratelli D’Antuono. Eppure non era una brutta squadra. Ve ne cito una formazione (8 dicembre 1985, 12a di andata, Centese-Omegna 4-1, gol della bandiera di Marco Molinari. Pagani (Pozzati dal 51’); Piazza (Palma dal 46’) Capannini; Federico, Falsettini, Vianello; Rambaudi, Biffi, Calvani, Marsan, Molinari. In panchina Lucio Foti, Boni, Trapani. La settimana dopo al “Liberazione” Omegna-Pro Vercelli 1-0, gol di Roberto Rambaudi. A fine gara arrestati dalle forze dell’ordine i fratelli D’Antuono e un loro guardaspalle. Tanto per capirci: Rambaudi vanterà poi 199 gare in A (e 57 in B), Marsan ha giocato 42 volte in B, in cadetteria è stato anche il portiere Pagani da Uboldo (nel Rimini). L’Omegna (allenatori Marino Bergamasco, poi Mauro Colla, poi ancora Bergamasco) retrocesse da ultima con 23 punti (3 vittorie, 17 pareggi, 14 sconfitte), l’anno dopo in D retrocesse ancora, ultima con soli 19 punti, poi in estate fu dichiarata fallita e mancò dal calcio per un paio d’anni. ECCO FATTO - Leggo sulla pagina di Biella e Vercelli della Stampa di domenica (gentilmente fornitami via telefono) un bel titolo: “Un punto per l’Eccellenza ed evitare uno spareggio a quattro”. Uno spareggio a 4 squadre (ma anche a 3…) non si gioca più da tanti, tantissimi anni. Se arrivano 4 squadre a pari punti (poteva succedere ma il Cossato ha vinto ed è salito…) si fa una classifica avulsa in base ai punti conseguiti negli scontri diretti (A con B, con C e con D, B con C e con D, C con D), Se non basta, la differenza tra reti fatte e subìte nei medesimi scontri; se non basta ecco la differenza reti dell’intero campionato, se non basta ecco il maggior numero di reti segnate nell’intero campionato. Infine ecco il sorteggio. Ovvio che chi ha più punti in questa classifica ha vinto il campionato, la seconda sfida la quinta (a meno che quest’ultima abbia 8 i più punti di distacco), la terza sfida la quarta nei playoff. A PROPOSITO 2 - L’ultima volta che ho assistito ad uno spareggio (a tre) è stato nel 70/71, quando nella Promozione piemontese (equivalente all’Eccellenza di adesso), finirono al primo posto con 45 punti (32 partite) Albese, Juventus Domo e Virtus Villa. A Casale Monferrato il 2 luglio del ’71 Albese-Virtus Villa 1-0; a Novara il 5 luglio Virtus Villa-Juventus Domo 1-1; a Casale Monferrato il 9 luglio Albese-Juventus Domo 0-0 (ovviamente…). Classifica: Albese 3 punti, Juve Domo 2, Virtus Villa 1. Le prime due salirono in D, il Villa recriminò per anni… IL LIBRO - “La Coppa degli Immortali”, di Arrigo Sacchi con Luigi Garlando, Baldini e Castoldi 2019, 18,00 euro. Sottotitolo: Milan 1989, la leggenda della squadra più forte di tutti i tempi, raccontata da chi la inventò. Il momento per certi versi decisivo fu il ritorno degli ottavi, mercoledì 9 novembre, Stella Rossa-Milan (andata 1-1). Ecco uno stralcio. “L’inferno cominciò molto prima della partita, già nella rifinitura del mattino…. Al calcio d’inizio, la Stella Rossa invece di giocare la palla ce la consegnò, come a dire “Venite avanti che a noi scappa da ridere”... Al 5’ della ripresa spuntò qualcuno dal nulla, si avvicinò e comunicò che la Stella Rossa era passata in vantaggio con Savicevic. Non ci eravamo accorti di nulla (la nebbia, n.d.r.)… Al momento della sospensione eravamo in svantaggio di un gol, ridotti in 10 (espulso Virdis) e con solo mezz’ora di tempo per rimontare. Praticamente eliminati…”. E invece… Il cul de sac.