Da Greenpeace Italia la prima mappa di contaminazione da Pfas nelle acque potabili: la situazione in Piemonte
Greenpeace Italia ha presentato la prima mappa di contaminazione da Pfas nelle acque potabili nell'ambito dell'indagine indipendente "Acque Senza Veleni": positivo quasi l'80% dei campioni raccolti con inquinamento di...
Greenpeace Italia ha presentato la prima mappa di contaminazione da Pfas nelle acque potabili nell'ambito dell'indagine indipendente "Acque Senza Veleni": positivo quasi l'80% dei campioni raccolti con inquinamento diffuso in tutte le regioni.
L’analisi dei 260 campioni dimostra una diffusa presenza di questi composti pericolosi, con almeno tre campioni positivi per ogni Regione ad eccezione della Valle d’Aosta. Livelli elevati si registrano in Lombardia e in numerosi comuni del Piemonte come Torino e Novara, alcuni comuni dell’alessandrino ma anche Bussoleno in Valle di Susa.
Quando il parametro di riferimento è la "Somma di Pfas" che da gennaio 2026 diventerà il nuovo limite di legge con 24 molecole, la situazione vede il Verbano Cusio Ossola con bollino giallo e concentrazione complessiva di Pfas di 21.3 nanogrammi per litro: il giallo è il quarto colore su una scala di otto che parte da concentrazione zero fino a oltre 100 nanogrammi. Novara città è bianca con concentrazione zero, verdi sono Trecate e Galliate. Limite di 100 che però Greenpeace citando l'Agenzia europea per l’ambiente definisce inadeguato a proteggere la salute umana alla luce delle più recenti evidenze scientifiche.
Quando il parametro di riferimento sono 58 sostanze Pfas monitorate da Greenpeace, la situazione è molto diversa: le concentrazioni in tutte le aree sono molto più elevate, sfiorano il limite nel Vco e lo sorpassano ampiamente a Novara.
Commenta Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia: "È inaccettabile che, nonostante prove schiaccianti sui gravi danni alla salute causati dai PFAS, alcuni dei quali riconosciuti come cancerogeni, e la contaminazione diffusa delle acque potabili italiane, il nostro governo continui a ignorare questa emergenza, fallendo nel proteggere adeguatamente la salute pubblica e l’ambiente. Ancora oggi – aggiunge- non esiste nel nostro Paese una legge che vieti l’uso e la produzione dei PFAS. Azzerare questa contaminazione è un imperativo non più rinviabile".