Nino Bazzetta de Vemenia (1880-1951), storico dell’Ossola, scrittore inesauribile di ogni sorta di argomento lombardo e piemontese, dalla vita galante alla storia locale, tornerà nell’Ossola a 75 anni dalla morte (28 giugno 1951). A questa singolare e dimenticata figura è dedicato il convegno promosso da un gruppo di suoi estimatori, sabato 20 giugno alle ore 16 nell’Auditorium Tullio Bertamini del Collegio Mellerio Rosmini di Domodossola. Interverranno: Lino Cerutti, Lorenzo Del Boca, Raffaele Fattalini, Francesco Maria Ferrari, Raffaella Fontana, Gian Vittorio Moro e Enrico Rizzi.
Epigrammista arguto e graffiante, Bazzetta è il personaggio più bizzarro e l’intellettuale più inquieto che visse a Domodossola all’inizio del secolo scorso. La sua opera maggiore è la Storia di Domodossola e dell’Ossola Superiore, uscita nel 1911: ancora oggi un classico nella bibliografia storica ossolana. Più di vent’anni dopo in La nostra vecchia Domodossola (1933), Bazzetta raccolse vividi quadretti di personaggi e ambienti di un borgo ormai scomparso. Uomo libero e penna senza veli, subì il confino (per i suoi feroci epigrammi) e il carcere fascista (per aver aiutato i partigiani ed ebrei in fuga).
Il convegno di sabato intende rivalutare la sua dimenticata e persino massacrata figura di storico presentando anche in vetrine espositive suoi inediti scritti e curiosi autografi che formano la ricostituita raccolta “Bazzettiana”.