Consiglieri che partecipano ai lavori collegati da remoto: il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Vco ha sollevato alcune criticità, che ha sottoposto con una lettera anche al Prefetto, al sindaco e alla presidente del consiglio comunale. Sottolineano come, dopo la pandemia, quando i collegamenti da remoto erano essenziali, si sia continuato così in diverse attività: “Anche in consiglio comunale viene utilizzata la modalità, per i consiglieri, di collegarsi da remoto, che siano a casa, in ufficio con il gatto o la sigaretta – spiegano -, o addirittura alla guida in macchina (fatti realmente accaduti). Sebbene durante la pandemia fossero previste norme eccezionali, ora (fase post-pandemica) lo svolgimento da remoto è vincolato alle norme specifiche adottate dai singoli comuni, non più a decreti emergenziali nazionali.” E chiedono: “È corretto non presenziare al consiglio comunale sempre, ovvero collegandosi da remoto anche se non per esigenze particolari da giustificare, e considerando che questa sia la normalità? È corretto rimanere connessi a telecamere spente e riattivarsi solo se chiamati per votare? (ci sono consiglieri che si sono addormentati nel mentre o che erano a fare altro, sempre fatti successi). Si pensi solo che se uno si assenta dal consiglio, fisicamente, deve avvisare il presidente e poi segnalare il suo rientro in aula, chi è online potrebbe fare cena o guardare un film che nessuno si accorge di nulla.” E citano quanto accaduto il 26 marzo, con il “caso” del consigliere comunale che non era collegato durante il voto, poi è tornato online, dichiarando di aver avuto un problema di connessione. Il segretario ha quindi ammesso il suo voto — “se in buona fede”. Il che ha fatto prima finire la maggioranza in minoranza e poi invece ha determinato la parità, portando così alla bocciatura della richiesta di anticipare la discussione di un ordine del giorno. “Arrivati ormai all’apice delle irregolarità, chiediamo al signor sindaco Albertella – dicono gli esponenti del Movimento Cinque Stelle -, alla presidente del consiglio comunale De Ambrogi Alice e al signor Prefetto Matilde Pirrera di intervenire, perché il consiglio comunale da remoto (videoconferenza) può essere considerato non legale o illegittimo se non rispondono a requisiti normativi o regolamentari"
Consigli comunali da remoto, il Movimento Cinque Stelle scrive al prefetto, al sindaco e alla presidente del consiglio comunale
Sottolineano come ci vogliono requisiti normativi o regolamentari perché il consiglio possa essere legittimo