Da caso politico rischia di finire sul piano legale il botta e risposta tra il sindaco di Verbania e alcuni gruppi dell'opposizione consiliare. Al centro del contendere i contenuti del bando di gara per l'affidamento dei lavori rafforzamento del ponte San Giovanni. “Si tratta di un attacco politico costruito su un atto che, per legge, non è competenza del sindaco” tuona Albertella che rimanda così al mittente le accuse piovutegli addosso. Clima incandescente testimoniato dalla nota di replica con cui il primo cittadino aggiunge: “i bandi di gara sono in capo ai dirigenti e al Responsabile unico del progetto, come stabilito dalle Leggi Bassanini e dal Codice dei contratti pubblici. Per la gravità dell’affermazione, chiedo scuse pubbliche e mi riserva, in mancanza, ogni tutela nelle sedi competenti, querela compresa”. Replicano pure, questa volta ai sindacati di categoria, gli uffici comunali : “Se i sottoscrittori avessero contattato gli uffici chiedendo chiarimenti, avrebbero evitato di generare allarme con accuse prive di riscontro”.
A livello amministrativo si chiarisce ancora : “Le organizzazioni sindacali descrivono l'intervento come un'opera civile edile. Si tratta invece di lavori stradali.
C'è poi la procedura. Non siamo davanti a una gara aperta: è il Comune, in qualità di stazione appaltante, ad aver invitato gli operatori economici, imprese selezionate che operano con il contratto di settore idoneo. Il Codice dei contratti pubblici consente di applicare contratti collettivi diversi da quello indicato negli atti di gara, purché equivalenti per tutele economiche e normative. Se l'equivalenza è dimostrata, viene accettata e non si pone alcun problema ade anche il presunto rischio di concorrenza sleale. I sindacati parlano di un "risparmio calcolato a tavolino sulla pelle dei lavoratori" e ipotizzano che alcune ditte applichino contratti diversi da quello da loro indicato: accuse di questo peso andrebbero documentate prima di essere rese pubbliche. Senza dimenticare che equiparare il mercato è compito anzitutto delle organizzazioni sindacali, non della stazione appaltante. Ancora più grave è l'accusa di minori tutele per la sicurezza. L'appalto è accompagnato da un piano della sicurezza molto dettagliato e i costi sono stati determinati come prevede la normativa. Infine la chiosa di Albertella a proposito delle regole che disciplinano la macchina amministrativa : “Il sindaco non firma i bandi. Chi ha governato 10 anni dovrebbe saperlo. Non è una svista: è ignoranza delle regole più elementari” messa nero su bianco e diffusa alla stampa. Un’affermazione grave. Bastava informarsi”