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Bagarre in consiglio comunale a Verbania sulla sanità

Bagarre in consiglio comunale a Verbania sulla sanità

Il tema della discordia la richiesta di anticipare la discussione dell'ordine del giorno di Marchionini e Rabaini sulla sanità. Cinque consiglieri di maggioranza votano con la minoranza

Il tema della sanità ha diviso il consiglio e uno scossone nella maggioranza di Giandomenico Albertella. Tutto è successo all’inizio della seduta, che si è svolta nella sede tradizionale di Palazzo Flaim dopo i lavori di sistemazione, quando i consiglieri Silvia Marchionini e Patrich Rabaini hanno chiesto di anticipare come primo punto dopo quelli della giunta l’ordine del giorno sul futuro dell’ospedale Castelli e la sanità locale.

Una richiesta che ha incassato il sì di tutta la minoranza e anche di cinque consiglieri della maggioranza: Giorgio Tigano, Massimo Guaschino, Alessio Baldi, Alessandra Chiodoni e Simone Bacchetta. Con un piccolo giallo, un consigliere di maggioranza, Omar Bigotta, collegato da remoto, ha espresso voto favorevole. Poi, quando dopo una discussione sull’esito finale, la presidente De Ambrogi ha chiesto di rivotare, Bigotta non era più collegato. La maggioranza è quindi finita in minoranza. Si è ricollegato poco dopo dicendo di aver avuto un problema di linea internet. Il segretario, quindi, ha ammesso, “se in buona fede”, il suo voto, questa volta contrario, e la richiesta è stata bocciata con 15 voti a 15.
“E’ deplorevole che il sindaco e il suo capogruppo abbiano fatto muro contro una discussione trasparente su un tema che riguarda la vita di tutti noi – dichiarano Marchionini e Rabaini -. Mentre la Regione decide il futuro delle nostre strutture a Piedimulera e il nostro ospedale rischia un depotenziamento plurennale, questa amministrazione preferisce il silenzio”. E Riccardo Brezza, Giacomo Molinari e Simone Martoccia del Pd e Verbania Si Prende Cura parlano di una “Maggioranza in frantumi”. “Il sindaco chiarisca se ha ancora i numeri per governare – dicono -A rendere il quadro ancora più preoccupante è stata la decisione di un sesto consigliere di maggioranza che, dopo aver inizialmente espresso una posizione difforme, ha cambiato voto in seguito a quello che a tutti è apparso come un richiamo diretto del Sindaco”.

Di un cambiamento di voto dovuto a una telefonata del sindaco parlano Mirella Cristina e Samuele D’Alessandro di Forza Italia: “Ora chi fino a ieri sedeva in maggioranza e ha scelto di non seguire il Sindaco abbia il coraggio di dirlo apertamente. Spieghi ai cittadini cosa non funziona, cosa è cambiato, cosa non condivide più. Verbania non può restare ostaggio di una maggioranza che non sta più insieme». Ribatte Albertella: “Alla consigliera Marchionini diciamo una cosa sola: non prendiamo lezioni da chi nel 2015 ha firmato la chiusura del Castelli senza consultazione alcuna, dibattito, confronto, audizioni. Qui da allora lo difendiamo con le unghie, i denti. L'inversione dell'ordine del giorno del Consiglio Comunale che la minoranza ha proposto e non è stata votata dal Consiglio (la democrazia è fatta di numeri), e quindi l'anticipare o meno di due ore una discussione, non cura i cittadini, non garantisce loro una sanità migliore. La sanità migliore possibile la ottieni invece con tavoli di confronto instancabili e serratissimi con Regione, ASL VCO e gli stakeholder che le decisioni sul Castelli le prendono, mentre qualcuno vuole usare il sacrosanto spazio di confronto pubblico (che è il Consiglio comunale) come palestra verbale e unicamente per cercare di dividere e insinuarsi nelle diverse sensibilità dei singoli consiglieri comunali. Noi stiamo lavorando con atti concreti perché venga sottoscritto tutto quanto abbiamo richiesto a Regione”. La maggioranza, dice, “è forte e grande, tanto che aldilà dell'inversione dell'ordine di discussione dei punti all'ordine del giorno, ha votato sempre compatta. A volte capita che qualcuno esprima delle opinioni che sono ben accolte”. E invita Brezza a non scordarsi il pallottoliere al prossimo consiglio.