Attivare sul territorio uno screening di verifica sanitaria per i migranti vulnerabili. Certamente donne e minori e poi più in generale i richiedenti protezione internazionale in condizioni di fragilità, con problemi psichici o con malattie croniche per esempio. E' quanto è stato concordato nel corso del "Tavolo tecnico sulle vulnerabilità" che si è riunito in Prefettura, presiduto dall'inquilina di villa Taranto Matilde Pirrera e che ha coinvolto i Ciss del Vco, i Cas e i sindaci dei comuni che ospitano i centri, le forze dell'ordine, la Croce Rossa, l'Asl Vco. Se in parte le procedure sono già attive per coloro che passano dagli hub, si è voluto dare una maggiore attenzione, si è voluto accendere un faro sui vulnerabili.
Chiesto all'Asl di mettere a disposizione le case di comunità e, in particolare nei fine settimana, i Dea per lo screening sanitario. In pratica quando il migrante si troverà in questura per espletare tutte le formalità, se rientra nella categoria dei vulnerabili, attraverso la Croce Rossa o la Croce Verde sarà accompagnato presso una casa della salute o al Dea per le visite del caso e al termine sarà riportato in questura. Precisiamo che si tratta di numeri contenuti, nell'ordine di uno o due migranti alla settimana per il territorio locale.
Spiegano dalla Prefettura che l'incontro è stato anche l'occasione per discutere e prendere in carico una delicata situazione di fragilità di un ospite che soffre di una grave patologia di abuso di alcol e sostanze stupefacenti, nell'ottica di predisporre le misure più idonee a garantire una permanenza e una collocazione adeguata allo stato di salute dello stesso.
La stipula del protocollo sullo screening sanitario è previsto dal nuovo Patto per europeo su immigrazione e asilo entrato in piena applicazione nel giugno di quest'anno.