(Comunicato stampa Progetto Vco) È
perlomeno imbarazzante la conduzione di Giandomenico Albertella come
Presidente dell'Assemblea del Consorzio Rifiuti, che ha portato
all'approvazione dei Piani Economico Finanziari(PEF) sui quali
verranno determinate le tariffe TARI del prossimo biennio con una
partecipazione risicatissima dei Comuni consorziati.
Parliamo di
una delle decisioni più importanti per i Comuni e per i cittadini
del Verbano Cusio Ossola, destinata ad incidere direttamente sulla
tassazione locale di famiglie e imprese. Eppure, all'Assemblea erano
presenti pochissimi Sindaci e una quota di rappresentanza appena
superiore a un terzo del totale. Erano assenti città fondamentali
come Domodossola e Omegna, così come la stragrande maggioranza dei
Comuni del Verbano Cusio Ossola. Un dato che dovrebbe far riflettere
chi oggi guida il Consorzio sulla propria capacità di rappresentare
e coinvolgere realmente il territorio.
Esiste anzitutto un
evidente problema politico e democratico. Se una decisione che
riguarda una delle imposte più sentite dai cittadini viene assunta
con una partecipazione così limitata, è doveroso interrogarsi sulla
capacità del Consorzio di coinvolgere realmente i Comuni del
territorio e costruire decisioni condivise.
A ciò si aggiungono
rilevanti criticità procedurali.
I dati dei Piani
Economico Finanziari sono stati messi a disposizione dei componenti
dell'Assemblea soltanto poche ore prima della seduta,
nonostante lo Statuto preveda che la documentazione venga depositata
contestualmente alla convocazione, avvenuta sette giorni prima.
Inoltre, lo stesso Statuto attribuisce al Consiglio di
Amministrazione il compito di predisporre la proposta dei PEF da
sottoporre all'Assemblea, circostanza che non risulta essersi
verificata.
Particolarmente controversa è stata poi la
questione relativa al numero legale necessario per procedere
all'approvazione. Lo Statuto prevede infatti che in seconda
convocazione sia sufficiente la presenza di un terzo degli aventi
diritto per la generalità degli argomenti, ma richiede una
partecipazione qualificata per alcune materie specifiche richiamate
dall'articolo 6, tra le quali figurano proprio i Piani Finanziari.
Di
fronte a questa previsione statutaria, il Segretario del Consorzio ha
sostenuto che il richiamo all'articolo 6 sarebbe frutto di un errore
materiale e che il riferimento corretto dovrebbe essere l'articolo 7.
Un'interpretazione che ha consentito di procedere ugualmente
all'approvazione dei PEF e che merita un chiarimento pubblico e
formale.
Nel corso della seduta il rappresentante del Comune di
Omegna, Gianni Desanti, intervenuto all'assemblea per segnalare il
dissenso rispetto a tale modalità, ha evidenziato puntualmente tutte
queste criticità e ha avanzato una proposta di semplice buon senso:
rinviare di una sola settimana la discussione dei PEF, consentendo ai
Comuni di esaminare adeguatamente la documentazione e di partecipare
ad una decisione così importante senza compromettere in alcun modo i
successivi termini di approvazione.
Una richiesta ragionevole,
respinta con il voto determinante di Verbania e Cannobio.
È qui
che emerge il vero nodo politico della vicenda. Per rispondere alle
esigenze amministrative del Comune di Verbania si è scelto di
procedere comunque, imponendo di fatto a tutti gli altri Comuni del
VCO una decisione destinata a produrre effetti diretti sulla Tari di
cittadini e imprese.
La responsabilità politica di quanto
accaduto ricade sul Presidente del Consorzio, Manzini, che avrebbe
dovuto garantire imparzialità, rispetto delle regole e tutela delle
prerogative di tutti i Comuni aderenti. Per queste ragioni ne
chiediamo formalmente le dimissioni.
Contestualmente chiediamo
al Segretario Nicolosi di fornire un chiarimento pubblico e formale
sulle motivazioni giuridiche che lo hanno portato ad avallare
un'interpretazione dello Statuto che si è rivelata decisiva per
consentire l'approvazione dei PEF.
Noi chiediamo semplicemente
trasparenza, rispetto delle regole e la possibilità per tutti i
Comuni di conoscere e valutare atti così rilevanti prima di
assumerne le conseguenze davanti ai propri cittadini. Dall'altra
parte abbiamo assistito a documenti trasmessi all'ultimo momento, ad
una richiesta di rinvio ragionevole respinta senza alcuna reale
motivazione e ad una lettura dello Statuto funzionale ad arrivare
comunque ad un voto.
Questo è il metodo che contestiamo. Un
metodo che antepone le esigenze di Verbania al coinvolgimento
dell'intero territorio e che finisce per scaricare sui cittadini del
Verbano Cusio Ossola le conseguenze di decisioni assunte da una
minoranza dei Comuni.
Per quanto ci riguarda continueremo a
chiedere chiarezza, correttezza istituzionale e pieno rispetto delle
autonomie comunali. Perché sulle tariffe che pagano cittadini e
imprese non servono forzature, ma condivisione, trasparenza e
rispetto delle regole