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Maltrattamenti al figlio neonato, morto in seguito alle percosse: coppia di Borgomanero arrestata in Svizzera

Maltrattamenti al figlio neonato, morto in seguito alle percosse: coppia di Borgomanero arrestata in Svizzera

L'indagine della Procura e dei Carabinieri di Novara. Per i due è stata chiesta l'estradizione

Maltrattamenti in famiglia pluriaggravati, dai quali sarebbe derivata, come conseguenza non voluta, la morte di un neonato di sette mesi.

Con queste pesantissime accuse due cittadini italiani, D.V. Classe 1998 e M.C., classe 1999, sono stati arrestati in Svizzera al termine di una complessa indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Novara e condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri Novaresi, sviluppata anche in cooperazione internazionale con l’Ufficio Interpol – Divisione SIRENE di Roma, tramite il Centro di Cooperazione di Polizia e Doganale di Chiasso e con il supporto delle Autorità Giudiziaria e di Polizia elvetiche.

Il Gip di Novara Niccolò Bencini, ha emesso nei loro confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. I due sono residenti a Borgomanero e avrebbero perpetrato gravi reati nei confronti dei figli minori, portando alla morte, involontariamente, il piccolo D.J, nato nel marzo 2024 e deceduto il 14 novembre dello stesso anno.

Gli accertamenti medico-legali e autoptici hanno evidenziato come il bambino, nelle ore e nei giorni immediatamente precedenti al decesso, fosse stato sottoposto a reiterati traumi contusivi al capo e a

una significativa compressione toracico-vertebrale. Le lesioni sono risultate compatibili con condotte violente escludendo cause accidentali o naturali. La morte è stata attribuita a insufficienza respiratoria acuta in un contesto asfittico, verosimilmente correlato ai traumi subiti.

Agli indagati è inoltre contestato il reato di lesioni personali pluriaggravate per precedenti episodi documentati. Nell’aprile 2024, infatti, il neonato era stato ricoverato per oltre venti giorni all’ospedale di Borgomanero, presentando diffuse ecchimosi e una frattura scomposta della clavicola sinistra. Le spiegazioni fornite dai genitori, tra loro discordanti, sono state ritenute inattendibili, mentre le perizie hanno attribuito le lesioni a cause traumatiche di natura contusiva.

Inoltre, la figlia primogenita, nata a novembre 2022, era stata collocata in una struttura protetta on in affido come stabilito da un’ordinanza del Tribunale per i Minorenni di Torino. La coppia si è resa irreperibile rifugiandosi in Svizzera, portando con sé la bambina e impedendo al tutore provvisorio l’esercizio delle prerogative genitoriali.

La misura cautelare in carcere è stata ritenuta necessaria in considerazione dell’elevata pericolosità sociale degli indagati e del concreto rischio di fuga. Le indagini, supportate da un’intensa attività di intercettazione ambientale e telefonica, hanno inoltre documentato reiterati tentativi di inquinamento probatorio, anche mediante pressioni su familiari affinché rendessero dichiarazioni compiacenti.

Il Tribunale Ordinario di Torino – Sezione del Riesame ha rigettato il ricorso presentato dalle difese, confermando integralmente l’ordinanza di custodia cautelare. I giudici hanno ribadito la sussistenza di un solido quadro indiziario e la necessità della misura restrittiva. Sono in corso le procedure per l’estradizione dei due arrestati.

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