E’ stata ricordata con una cerimonia la “Battaglia di Arona” del 14 aprile 1945, esattamente 81 anni dopo. Persero la vita 17 partigiani e tre civili. Questa operazione messa in atto dai partigiani faceva parte di una battaglia più ampia contro le SS. I partigiani si alzarono alle 3 del mattino e alle 5 erano quasi pronti ad entrare in azione contro il quartier generale tedesco che era alloggiato all’Hotel Milan di corso delle Repubblica. Sotto la guida di Albino Caletti, nome di battaglia ‘Capitano Bruno’, i partigiani avevano predisposto sbarramenti ad Oleggio Castello, sulla strada per Gozzano e a Dormelletto, questo per evitare di essere accerchiati. Purtroppo non misero alcun presidio alla galleria ferroviaria che collegava con Meina, dove all’Hotel Vittoria era di stanza un grosso presidio delle SS. I racconti dei testimoni dissero che i tedeschi entrarono proprio dalla galleria e presero alle spalle i partigiani. Mancarono le armi, i bazooka, un plotone da Cavaglio d’Agogna arrivò in ritardo. Quello che doveva essere un attacco si tramutò in un massacro. Rimasero a terra 13 partigiani, tra i 18 e i 23 anni, e tre civili che avevano osato affacciarsi alle finestre. Alla cerimonia è intervenuta Anna Laurenza, viceprefetto di Novara, Marina Grassani, vicesindaco, Nino Caputi segretario territoriale dell’Anpi, Piero Beldì, presidente della Stella Alpina e vicepresidente della Casa della Resistenza di Verbania, e don Benoit Lovati per la parrocchia. Almeno una cinquantina gli alunni delle scuole, ancora le associazioni combattentistiche e civili del territorio. Si aggiungano alcuni parenti dei caduti e almeno duecento cittadini. Il viceprefetto ha affermato:"E’ un dovere essere presenti a queste cerimonie che ricordano i caduti per la nostra Libertà. Mi fa piacere notare molti studenti e sono certa che i loro insegnanti li hanno informati su quanto in quella Battaglia è accaduto". La Grassani ha aggiunto:"Il Comune di Arona ogni anno celebra questo tragico epilogo, avvenuto a 11 giorni dalla Liberazione. Onorare quei caduti e un dovere, come un dovere è informare i giovani affinché fatti analoghi non si ripetano più". Caputi ha spiegato le fasi della Battaglia e ricordato uno per uno i nomi dei caduti, al quale il pubblico per ognuno ha sempre risposto ‘Presente’:"E’ importante preservare il ricordo attraverso la Pace e la Libertà. Voglio ricordare anche i due caduti di Dormelletto uccisi al rientro della Stam il 26 aprile 1945". Beldì ha concluso:"Nella mia vita ho conosciuto molti partigiani che mi hanno fatto crescere. A 16 anni ho incontrato lo scrittore Gianni Rodari che mi disse, appoggiandomi una mano sulla spalla: ‘Poniti tanti perché’. A sua volta ai giovani dico anch’io ‘Ponetevi tanti perché’. Soprattutto in questo momento che il mondo sta andando a gambe all’aria". La cerimonia si è conclusa con in canto “Bella ciao”.
Celebrata la Battaglia di Arona
E' successo 14 aprile del 1945