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Il Piano paesaggistico regionale ostacolo al progetto Veglia-Devero

Assemblea ieri sera a Crodo. Reschigna : " Interesse della Regione confrontarci sul progetto. Con il Parco riaperto il dialogo per trovare posizioni conciliabili "

crodo assemblea devero

 

Cresce il dialogo e il confronto sul progetto  di sviluppo del comprensorio Veglia-Devero. Ma crescono, al tempo stesso, i timori che il nuovo Piano Paesaggistico regionale faccia saltare tutto. L’interesse è dimostrato dalla sala strapiena del foro Boario di Crodo dove i responsabili della San  Domenico Ski hanno organizzato una serata. Il progetto prevede una rete di trasporti tra due valli, oggi accessibili con strade ad alto rischio frane e valanghe.

Dice Aldo Reschigna, vicepresidente della Regione:  ‘’E’ nostro interesse confrontarci sul progetto, anche se non nascondo che ci sono difficoltà a superare la parte che riguarda il crinale del Monte Cazzola. C’è interesse sulla parte che riguarda l’Alpe Campo e il Teggiolo, qualche problema sul collegamento Ciamporino-Devero’’.

Ostacolo creato dai vincoli del nuovo Piano paesaggistico.  Reschigna conferma invece  il dialogo riaperto col Parco Veglia Devero: ‘’ Si sta lavorando per trovare delle soluzioni, perché non ci sono posizioni inconciliabili. Basta guerre di religione come avvenuto in passato’’.

Andrea Malagoni della San Domenico Ski ribadisce : ‘’Non si tratta di nuovi impianti di sci, è una rete di collegamenti che permette di sfruttare l’area 12 mesi l’anno, per un turismo non mordi e fuggi, ma da almeno 4-5 giorni. Distribuendo le presenze su quest’area  vasta che ha caratteristiche diverse, che vanno salvaguardate’’ .

Prospettive per l’economia ossolana? 450 posti di lavoro che con l’ indotto  salirebbero a 1000.  L’operazione è di una società di imprenditori  svizzeri, decisi  ad investire in Ossola. Il progetto, spiega Malagoni,  riduce gli impatti ambientali e paesaggistici, aumenta i punti di accesso a Veglia-SanDomenico e Devero, allontanando le auto e diluendo le presenze su un territorio più vasto, ottimizzando anche l’uso delle risorse in zone così importanti a livello paesaggistico. E conferma: ‘'La zona Parco non si tocca’’.

Se i vincoli impedissero di realizzare l’impianto previsto sotto il Monte Cazzola pur dando il via libera al resto del progetto?  Malagoni è chiaro: ‘’Il progetto ha un senso nella sua interezza e cadrebbe senza la parte legata a Devero. Gli investitori ci credono. Se non si potrà fare qui lo faranno in un'altra parte delle Alpi’’.

 

Renato Balducci

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