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Treni rumorosi, Angeleri scrive a Gentiloni

 

Treni rumorosi – dopo l’ordinanza disattesa a Rfi - il sindaco di Orta Angeleri scrive al Premier Gentiloni

 

vconewsIl problema del rumore e delle vibrazioni causate dai treni ad Orta San Giulio approda a Roma, direttamente nell’ufficio del presidente del consiglio Paolo Gentiloni. La criticità era emersa ormai un po’ di tempo fa e a segnalarla erano stati i residenti di Legro, frazione del comune di Orta in cui si trova la stazione ferroviaria, posta sulla linea Novara – Domodossola. In molti, difatti, si erano preoccupati per la stabilità delle loro abitazioni. Così, particolarmente sollecitato dai suoi concittadini, il sindaco di Orta, Giorgio Angeleri, aveva emesso lo scorso mese un’ordinanza urgente affinché la Rete Ferroviaria Italiana prendesse provvedimenti opportuni per diminuire il rumore acustico notturno e le vibrazioni dei treni merci che sfrecciano a Legro. “Mi sono sentito in dovere di procedere con una simile ordinanza – dice Angeleri – perché da sindaco ho l’obbligo di salvaguardare la salute pubblica”. RFI aveva fatto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale e il Tar lo aveva accolto, sospendendo l’ordinanza di Angeleri. La motivazione risiedeva nel fatto che il sindaco non può intervenire su un problema di interesse nazionale, come quello di una linea ferroviaria. A quel punto il comune di Orta San Giulio ha dovuto pagare mille euro di spese e ha potuto in ultima istanza rivolgersi al presidente del consiglio. Angeleri per la tutela dei suoi cittadini non si è tirato indietro e ha scritto al premier Paolo Gentiloni e all’Avvocatura dello Stato per ottenere la licenza di emettere un’ordinanza adeguata per costringere RFI ad adottare delle misure anti-rumore e anti-vibrazione. La lettera è stata ricevuta da Gentiloni e la conferma è arrivata negli scorsi giorni. “La presidenza del consiglio – spiega Giorgio Angeleri – ha telefonato in municipio e ci ha garantito che la missiva è arrivata e che il premier senz’altro se ne occuperà nelle prossime giornate. Lo stato ha dimostrato la propria vicinanza, adesso attendiamo una soluzione”.

 

Andrea Calderoni

 

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