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Premosello ricorda Giovanni Castione

 Da un errore nella ricerca internet alla scoperta di un piccolo pezzo di storia che riguarda il paese ossolano

 premosello targa emigrato

 

Inaugurata ieri a Premosello Chiovenda la targa in onore di Giovanni Castione, posata su quelle che erano state le mura della sua casa natale. Quella di Giovanni è una storia che lega l'Ossola a Orischot, una città nel sud dell'Olanda che da 180 anni ricorda il ragazzo, morto a soli 16 anni. La vicenda è una scoperta avvenuta per caso da Silvano Ragozza, che da un errore nella digitazione del nome del paese su internet, ha rinvenuto un documento olandese che citava appunto il il ragazzo e il comune di Premosello. Incuriosito dalle coincidenze ha voluto tradurre i documenti che hanno portato alla scoperta della vicenda di Giovanni, che ha commosso tutto il paese: Castione, ossolano, in giovane età si trasferì in Olanda dove lavorò come venditore di stampe e cornici. Con un modesto guadagno, il ragazzo poteva permettersi di frequentare le diverse locande, in cui, conobbe il suo assassino, Martinus Zoeren. Per l'omicidio Martinus fu condannato, e la sua fu l'ultima condanna a morte in Olanda in periodo di pace. A Oirschot una croce testimonia la viceda  e ricorda il ragazzo italiano <<Il paesiono olandese rimase sconvolto da questo evento perchè era un popolo pacifico - ha raccontato Silvano Ragozza - l'omocidio era stato compiuto da un loro compaesano nei confronti di un ragazzo straniero. La costruzione di una croce nel luogo del delitto vuole essere interpretato come un gesto di risarcimento>>.
Ospite speciale della cerimonia Leon Vingerhoeds, di Oirshot che ha collaborato alla cerimonia e che ha rappresentato la comunità olandese: <<E' stato un momento caldo e soprattutto inaspettato - ha spegato Leon Vingerhoeds - non immaginavamo ci fosse una presenza di gente così massiccia e tanto interesse>>.
La targa è stata quindi scoperta da Leon Vingerhoeds e da uno dei discendeti, due culture differenti, unite però in ricordo di una vicenda più attuale che mai, in un periodo storico nel quale il tema dell'immigrazione resta all'ordine del giorno. Ora, questa storia, come tante altre, ha il compito di arricchire le vie e le strade di Premosello. Presenti alla cerimonia il parroco Ezio Rametti, ma anche i discendenti del ragazzo ucciso in Olanda, riconoscibili per la cocarda arancione. Una sorpresa per loro, ma soprattutto molta emozione: << E' stata una giornata emozionante - ha raccontato Claudio Magistris - è stato bello per noi parenti scoprire una storia a noi così vicina, che era stata però dimenticata>>. 
 
Teresa Cioffi
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