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Interconnector, riunione in Provincia

Restano da sciogliere i nodi dell'ubicazione della stazione di conversione e del passaggio dei cavi nel territorio di Montecrestese

interconnector provincia

Passi avanti importanti per la razionalizzazione della Val Formazza, ancora arenata la situazione dell’Interconnector Italia-Svizzera. Questo quanto emerso dalla riunione in provincia di ieri. L’ente, presieduto da Stefano Costa, ha fatto da mediatore di un tavolo spaccato, quanto meno per la realizzazione dell’elettrodotto. Due sono ancora le criticità circa l’Interconnector: l’ubicazione della stazione di conversione e il passaggio dei cavi elettrici per il comune di Montecrestese. All’incontro hanno presenziato i responsabili dei vari comitati sorti negli ultimi anni per opporsi alla costruzione dell’Interconnector. Presenti anche il vice presidente regionale Aldo Reschigna, l’onorevole Enrico Borghi, gli amministratori locali e i vertici di Terna, azienda che si occuperà eventualmente della costruzione delle due opere. Circa la connessione tra Interconnector e razionalizzazione della Val Formazza, gli agenti di Terna dicono: “Sono due questioni molto diverse. Sono entrambi studiati in un unico documento dal Ministero dell’ambiente. Ma possiamo assicurare che la razionalizzazione è un’operazione a sé stante rispetto all’Interconnector”. E in effetti anche i diversi enti hanno tutti espresso parere favorevole per la razionalizzazione in Formazza, che darebbe l’opportunità di interramento delle linee elettriche. Il fronte, invece, non è così compatto per l’Interconnector. “Non è possibile che il mio comune – chiosa Silvia Miguidi, sindaco di Montecrestese – venga attraversato da 15 chilometri di linee elettriche a 380 kV. Dovremmo dire addio ad un progetto di turismo sostenibile, già in cantiere con il futuro parco del locarnese”. “Stiamo lavorando per risolvere le criticità – assicura Reschigna –. A Montecrestese stiamo cercando soluzioni alternative. Però, devo ricordare come la precedente amministrazione di Montecrestese avesse addirittura firmato i protocolli con Terna per la realizzazione dell’opera”. “Abbiamo già scartato il lembo di terra tra Pallanzeno e Villadossola per la stazione di conversione – aggiunge l’ex sindaco di Verbania – ma rimangono in lizza le zone industriali di Piedimulera e Vogogna”. “L’Interconnector serve per far uscire l’Italia dalla sua dipendenza energetica di fonti fossili di paesi fuori dall’Unione Europea – afferma Borghi –. Il nostro paese deve arrivare ad un mix energetico che tenga conto dell’uso del gas e delle fonti rinnovabili”. Entro il prossimo 8 aprile potranno essere presentate delle nuove osservazioni da parte dei diversi soggetti coinvolti al ministero dell’ambiente e soltanto a quel punto si potranno comprendere le future decisioni di Terna.

 

Di Andrea Calderoni

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